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Draghi firma Dpcm Green pass. E' allarme paralisi settore portuale

Si teme il caos venerdì 15 ottobre con l'inizio dell'obbligatorietà del Green Pass al lavoro. La proposta del Viminale di concedere tamponi gratuiti ai lavoratori del settore marittimo è ben accolto dalle aziende ma non dai lavoratori

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) - Draghi ha firmato il Dpcm Green Pass, che rende di fatto obbligatorio il certificato verde sui luoghi di lavoro, pubblici e privati, introducendo una serie di "regole" per la gestione dei controlli e degli ingressi al lavoro.



Dalla possibilità di effettuare verifiche a campione, su un minimo del 20% della forza lavoro, fino a 48 ore prima del turno lavorativo, all'utilizzo di un'App predisposta dalla Sogei per il controllo della validità del Green Pass. Sono tante le norme dettate per le aziende che dovranno farsi carico dell'onere di verificare l'esistenza e la validità del Green Pass, incluso anche un corpus di disposizioni per la tutela della privacy (uso di strumenti automatizzati, divieto di conservazione e divulgazione dei dati e così via). Prevista anche la possibilità di differenziare gli orari di entrata sul luogo di lavoro al fine di evitare file ed assembramenti.

Confermati alcuni capisaldi: dalla mancata prestazione lavorativa per le giornate in cui si è privi di Green Pass al divieto di licenziamento e, soprattutto, l'entrata in vigore dell'obbligatorietà venerdì prossimo 15 ottobre 2021.

Frattanto, è allarme per alcuni specifici settori di attività, come quello portuale che non si può fermare. Eclatante il caso del Porto di Trieste, che rischia la paralisi, a causa di un'altissima quota (40%) di dipendenti senza certificato verde.

Per scongiurare lo stop dell'operatività, il Viminale ha raccomandato alle imprese del settore, con una circolare, di mettere a disposizione gratuitamente i tamponi, molecolari o antigenici rapidi, per chi è sprovvisto di Green Pass. Una proposta che le aziende hanno accolto di buon grado, dicendosi disposte a pagare i test ai lavoratori sprovvisti almeno sino al 31 dicembre prossimo.

Ma un braccio di ferro è in corso con il Comitato dei lavoratori che si dice convinto a "bloccare" tutte le attività se non verrà ritirato l'obbligo. "Siamo venuti a conoscenza che il governo sta tentando di trovare un accordo, una sorta di accomodamento riguardante i portuali di Trieste, - afferma il Comitato - e che si paventano da parte del Presidente Zeno D'Agostino le dimissioni. Noi come portuali ribadiamo con forza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che nulla di tutto ciò farà sì che noi scendiamo a patti fino a quando non sarà tolto l'obbligo del green pass per lavorare, non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori".

E rilanciano anche i sindacati confederali, come la Filt Cgil, che chiede di estendere l'esenzione a tutti coloro che operano nel settore dei trasporti.

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