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Eurozona, PMI: crescita vicino alla stagnazione

Williamson: "Il settore manifatturiero dell’eurozona sembra destinato ad un periodo difficile"

Economia, Macroeconomia, PMI
Eurozona, PMI: crescita vicino alla stagnazione
(Teleborsa) - La crescita dei manifatturieri dell’eurozona ha perso ulteriore vigore ad inizio del secondo trimestre, con la relativa produzione in marginale incremento e al tasso più debole dell’attuale sequenza di crescita di 22 mesi. L’espansione più lenta è stata accompagnata dal lieve incremento dei nuovi ordini e dalla sostenuta pressione sulla catena di fornitura data dalle restrizioni anti-Covid in Cina e dalle attuale interruzioni causate dalla guerra in Ucraina.

Le sfide che sta affrontando la catena di distribuzione hanno allo stesso tempo accelerato l’inflazione dei prezzi di acquisto al livello massimo in cinque mesi e sono stati riportati aumenti dei costi del carburante ed energetici. I manifatturieri di conseguenza hanno innalzato ad aprile i loro prezzi di vendita al tasso più veloce dell’indagine.

L'indice S&P Global PMI® Settore Manifatturiero dell’Eurozona è diminuito ad aprile a 55,5, da 56,5 di marzo. Anche se ancora al di sopra della soglia neutra di non cambiamento di 50.0, e quindi indicativo di migliori condizioni operative del settore manifatturiero, con il terzo mese consecutivo di contrazione del PMI principale, l’indice ha segnato una notevole perdita del vigore della crescita.
I valori principali di ognuno dei tre sotto settori hanno registrato espansioni. Anche se con una contrazione della produzione, l’indice più alto è stato quello dei beni di investimento. Quello dei beni di consumo ha osservato la seconda crescita più alta, mentre il sotto settore dei beni intermedi ha riportato la prestazione più debole.
Tra le nazioni dell’eurozona monitorate dall’indagine (escluse Irlanda e Grecia dove i dati PMI saranno pubblicati il 3 di maggio), i Paesi Bassi hanno registrato ad aprile la crescita maggiore e più veloce. Le altre nazioni, con l’eccezione della Francia, hanno riportato contrazioni dei relativi PMI mensili con valori che hanno raggiunto i livelli minimi in oltre un anno. Gli ultimi dati per la Germania sono particolarmente degni di nota, con entrambi i nuovi ordini e la produzione in contrazione per la prima volta da giugno 2020.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global, analizzando i dati finali del manifatturiero dell'eurozona ha dichiarato: "Ad aprile, l’attività manifatturiera dell’eurozona ha registrato una crescita vicina alla stagnazione, con la produzione solo in leggero rialzo al tasso più lento da giugno 2020. Non solo le imprese hanno riportato problemi per la mancanza di componenti attualmente aggravati dalla guerra in Ucraina e per il nuovo lockdown in Cina, ma anche l’aumento dei prezzi e la crescente incertezza sulle prospettive economiche future hanno colpito la domanda. Allo stesso modo, la crescita dei nuovi ordini è diminuita fortemente dall’inizio dell’anno. La Germania guida il rallentamento, con la relativa produzione ritornata a contrarsi per la prima volta in quasi due anni, e una crescita modesta è stata registrata in Francia, Italia e Spagna. In breve, il settore manifatturiero dell’eurozona sembra destinato ad un periodo difficile di crollo della produzione e di aumenti di prezzi".

(Foto: © iloveotto/123RF)
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