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Giovedì 11 Agosto 2022, ore 22.43
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Bankitalia rivede al ribasso stima PIL a +2,6%. Raddoppia inflazione al 6,2%

Economia, Macroeconomia ·
(Teleborsa) - La Banca d'Italia ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica dell'Italia, a causa del deterioramento del quadro economico prodotto dallo scoppio della guerra in Ucraina, ed ha formulato le previsioni sulla base di due ipotesi uno "scenario base" ed uno "scenario avverso". Le attuali stime fanno parte delle previsioni economiche della Bce sull'Area Euro pubblicate a contribuito anche Bankitalia.



Nell'ipotesi base in cui si assume che la guerra resti confinata in Ucraina e si protragga per tutto l'anno in corso, l'Istituto di Via Nazionale ha indicato un PIL a +2,6% per il 2022 a +1,6% nel 2023 e +1,8% nel 2024, in peggioramento rispetto alle previsioni di gennaio che indicavano una crescita per il 2022 al 3,8%, per l 2023 al 2,5% e per il 2024 all'1,7%.

Allo stesso tempo, sono state riviste al rialzo le previsioni di inflazione indicando una crescita al 6,2% anziché del 3,5% quest'anno, del 2,7% e non dell'1,6% nel 2023 e del 2% da 1,7% nel 2024.

Migliorano invece le previsioni di disoccupazione con un tasso all'8,6% sulla media di quest'anno, all'8,5% il prossimo e all'8,2% del 2024, rispetto alle precedenti stime che indicavano una disoccupazione al 9% nel 2022, all'8,9% nel 2023 ed all'8,7%nel 2024. Migliorano per il 2022 anche le attese sulla crescita dell'occupazione: +1,9% quest'anno (da +1,7%), +0,5% nel 2023 e nel 2024.

Queste stime - si precisa - sono state formulate on tenendo conto dei dati diffusi dall'Istat il 31 maggio, relativi al PIL nel primo trimestre del 2022, che è stato rivisto al rialzo di tre decimi di punto percentuale allo 0,1% e dei dati sull'inflazione di maggio indicata al 7,3 per cento in base alla stima preliminare.

Esiste poi uno "scenario avverso" sulla guerra in Ucraina, che ipotizza il blocco totale delle forniture di energia dalla Russia a partire dal trimestre estivo. In questo caso limite il PIL dell'Italia segnerebbe una crescita "pressoché nulla" nel 2022 segnerebbe un -1% nel 2023 e tornerebbe a crescere nel 2024. L'inflazione invece si avvicinerebbe all'8% quest'anno e rimarrebbe elevata al 5,5% nel 2023 per scendere decisamente solo nel 2024.

"Il quadro macroeconomico è fortemente condizionato dall'evoluzione del conflitto in Ucraina, i cui sviluppi restano altamente incerti e possono determinare traiettorie molto differenti per l'economia italiana nei prossimi anni", spiega la Banca d'Italia, aggiungendo che "un'intensificazione delle ostilità avrebbe ripercussioni più pesanti di quelle incorporate nello scenario di base" e quindi si considera anche "uno scenario avverso caratterizzato da un arresto delle forniture a partire dal trimestre estivo, solo parzialmente compensato per il nostro paese mediante altre fonti", che avrebbe "ricadute dirette" per le attività manifatturiere a più elevata intensità energetica

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