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Enti locali: finanze ancora condizionate da pandemia, riemergeranno criticità

Economia ·
(Teleborsa) - Le finanze degli Enti locali nel 2021 hanno risentito del trascinamento degli effetti della pandemia, seppure con qualche miglioramento dei risultati di finanza pubblica, mentre proseguono gli interventi statali compensativi della perdita di gettito ed a sostegno della spesa emergenziale. È quanto emerge dalla Relazione sulla gestione finanziaria di Comuni, Province e Città metropolitane approvata dalla Corte dei conti, in cui la magistratura contabile ha esaminato i rendiconti di 7.100 Amministrazioni (7.009 Comuni, 77 Province, 14 Città metropolitane).

I dati di cassa 2021 evidenziano una tenuta dei Comuni, malgrado le somme si discostino ancora dall’ordinarietà, in virtù dei finanziamenti erogati con la legislazione emergenziale, degli effetti della proroga del pagamento dei tributi e della sospensione, al 31 agosto 2021, della riscossione coattiva.

Resta alta la quota dei trasferimenti statali nell’ambito delle entrate correnti, mentre il riavvio delle riscossioni ha fatto registrare un miglioramento delle entrate tributarie, contributive e di natura perequativa. Il saldo positivo di cassa - sottolinea la Corte - conferma l’impulso alla ripresa, ma persiste un eccesso di risorse assegnate con le compensazioni statali, rispetto a quelle effettivamente utilizzate. Sul versante dei pagamenti, si riducono i tempi di liquidazione delle fatture per debiti commerciali.



I rendiconti finanziari 2020 fanno emergere saldi complessivi in miglioramento, grazie alle misure straordinarie di sostegno, volte a prevenire le tensioni temute in conseguenza della crisi sanitaria. E’ ampiamente positivo il risultato di amministrazione dei Comuni (45,57 miliardi di euro), ma, al netto degli accantonamenti, dei vincoli e della parte destinata agli investimenti, si determina un disavanzo di circa 4,2 miliardi.

Per le Province e le Città metropolitane, che registrano comunque risultati positivi (rispettivamente 380,5 e 433,3 milioni di euro), la Corte ha rilevato un calo strutturale delle entrate proprie, potenzialmente critico al venir meno degli effetti degli stanziamenti straordinari erogati dallo Stato. La spesa in conto capitale mostra una dinamica espansiva grazie ai finanziamenti statali finalizzati agli investimenti e alla minore pressione esercitata dai vincoli di finanza pubblica, rimodulati dal 2019. L’incremento registrato negli impegni di spesa si attesta, infatti, all’1,9% per i Comuni e all’8,7% per le Province. Quello riferito al fondo pluriennale vincolato risulta ancora più sostenuto (11,8% per i Comuni, 17% per le Province e 11,1% per le Città metropolitane).

Il ritorno ad un contesto ordinario - conclude la magistratura contabile - potrebbe evidenziare ulteriori criticità attualmente “anestetizzate” dagli interventi emergenziali, oltre ad ampliare il numero dei Comuni in riequilibrio e in dissesto.
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