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Lagarde (BCE): aumento tassi potrebbe finire in territorio restrittivo

Finanza ·
(Teleborsa) - Christine Lagarde riconosce che ci sono diverse opinioni all'interno del Consiglio direttivo su come condurre al stretta alla politica monetaria, ma pensa che il dibattito sia "sano" e "tutti hanno diritto alla loro opinione e io le rispetto". Nonostante ciò, Francoforte ha ben chiaro alcuni punti fissi per prendere le prossime decisioni sull'aumento dei tassi, ha detto la presidente della Banca centrale europea (BCE) in occasione di un'audizione presso la Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo.

"In primis, saremo dipendenti dai dati e in dicembre ci saranno nuove stime - ha affermato, rispondendo alle domande gli europarlamentari - In secondo luogo decideremo meeting per meeting e quindi non darò alcuna forward giuidance, in quanto abbiamo deciso che non era più appropriato; quando sarà il momento del QT, potrebbe essere utile però dare qualche informazione".

Infine, Lagarde ha detto che non è possibile dare indicazioni precise sulla velocità o sull’obiettivo finale dei tassi. "Deve essere un tasso sufficientemente alto per raggiungere l'obiettivo del 2% dell’inflazione. Potrebbe essere che finiamo in territorio restrittivo, ma è una cosa che discuteremo a ogni riunione e in base ai dati", ha sottolineato.

Il target al 2%

A una domanda su quanto sia appropriato mantenere l'obiettivo al 2% o se possa danneggiare la credibilità della BCE, Lagarde ha risposto: "La credibilità è essenziale per qualsiasi banca centrale e specialmente per noi perché abbiamo a che fare con 19 stati membri, che saranno 20 da gennaio quando entrerà la Croazia. La nostra credibilità sarà testata con il ritorno al 2% dell'inflazione e per questo siamo determinati a raggiungere questo obiettivo. Non penso sia il momento di cambiare l'obiettivo, ma credo che a un certo punto potrebbe essere oggetto di dibattito". "Ma oggi non è il momento", ha ripetuto.



Il picco dell'inflazione

Secondo la presidente della BCE, l'inflazione della zona euro non ha ancora raggiunto l'apice. "Non vediamo le componenti o la direzione che mi porterebbero a credere che abbiamo raggiunto il picco dell'inflazione", ha detto, spiegando che "ogni volta che chiedo ai miei economisti in BCE la risposta che ottengo al momento è che il rischio è al rialzo, senza qualificare il rialzo".

La regolazione delle cypto

Riesponendo a una domanda sul tema, Lagarde ha detto che "la regolazione delle cypto è necessaria a livello globale, e non ci siamo ancora, ma l'Europa è avanti su questo e sta facendo i primi passi. Spero davvero che l'Europa possa continuare a essere leader su questi aspetti".

La presidente della BCE ha rivendicato di esser stata tra le prime a invocare la necessità di una regolamentazione su questi segmenti: "All'epoca sono stata presa in giro, si sono fatti beffe di me - ha detto - Ma lo penso ancora". E se il Micar, il regolamento che l'UE intende adottare "rappresenta un passo nella direzione giusta, penso che ancora non ci siamo. L'UE è all'avanguardia ma non basterà e servirà un Micar 2".

Il price cap europeo

Lagarde non ha voluto commentato direttamente l'ipotesi di price cap europeo, ma ha detto che "daremo un parere esperto e ponderato", "per vedere quale ruolo possiamo svolgere, come possiamo aiutare e in quale rispetto dal punto di vista della stabilità finanziaria", ma "non un'opinione sull'efficienza dello strumento" che non spetta a noi.

"Non possiamo certamente agire come sostituti delle decisioni politiche che devono essere prese" e che riguardano "il livello politico e non il livello della banca centrale europea", ha aggiunto.
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