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UE propone nuove regole sulla compensazione per rafforzarsi in scenario post-Brexit

Finanza ·
(Teleborsa) - La Commissione europea ha presentato oggi misure che hanno l'obiettivo di sviluppare ulteriormente l'Unione dei mercati dei capitali dell'UE e, per quanto riguarda i servizi di compensazione, di ridurre la sua dipendenza da Londra, che continua a essere centrale per l'infrastruttura finanziaria europea anche dopo la Brexit.

Le misure, che saranno ora presentate al Parlamento europeo e al Consiglio per adozione, puntano a: aumentare l'attrattiva e la resilienza dei servizi di compensazione dell'UE mediante il sostegno all'autonomia strategica aperta e preservando la stabilità finanziaria dell'UE; armonizzare alcune norme in materia di insolvenza delle imprese in tutta l'UE, rendendole più efficienti e contribuendo a promuovere gli investimenti transfrontalieri; alleggerire, attraverso una nuova normativa sulle quotazioni, l'onere amministrativo che grava sulle imprese di tutte le dimensioni, in particolare sulle PMI, in modo da agevolarne l'accesso al finanziamento sui mercati pubblici tramite la quotazione in borsa.

Le novità per la compensazione

Per quanto riguarda la compensazione, la Commissione crede che l'UE abbia bisogno di una compensazione sicura, solida e attraente per il buon funzionamento dell'Unione dei mercati dei capitali. Gli investitori sono stati finora riluttanti a spostare le negoziazioni dalla LCH - operata dal London Stock Exchange Group - verso stanze di compensazione dell'UE molto più piccole.

Le misure proposte oggi renderanno il panorama UE della compensazione più attraente consentendo alle controparti centrali (CCP), che forniscono servizi di compensazione, di ampliare la gamma dei loro prodotti in modo più rapido e semplice e incentivando ulteriormente i partecipanti al mercato dell'UE a compensare e creare liquidità presso le CCP dell'UE. La controparte centrale è il soggetto che, in una transazione, si interpone tra due contraenti evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza della propria controparte contrattuale e garantendo il buon fine dell'operazione.

Le proposte della Commissione europea sono progettate per incoraggiare più imprese a trasferirsi in stanze di compensazione nell'Europa continentale dalla City di Londra entro giugno 2025, quando scade una deroga temporanea che consente alle sue banche e money manager di compensare le operazioni nel Regno Unito.



Il confronto con il Regno Unito

Finora gli operatori avevano respinto gli inviti volontari a trasferire la compensazione da Londra al Blocco, lasciando all'UE poca scelta se non quella di imporre il trasferimento. "Penso che abbiamo parlato abbastanza con le parti interessate in modo che capiscano cosa stiamo facendo e perché lo stiamo facendo e penso che ci sia meno resistenza rispetto alle prime fasi", ha commentato Mairead McGuinness, commissaria per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali. "Non sottovalutiamo quanto sia grande questo cambiamento", ha aggiunto.

McGuinness ha sottolineato che la mossa non dovrebbe essere considerata come un "tentativo di indebolire" la posizione di Londra, ma mira invece a garantire la stabilità finanziaria del blocco.

Inoltre, secondo la commissaria, la proposta "affronterà inoltre le questioni emerse per quanto riguarda la compensazione dei derivati da parte delle imprese del settore energetico alla luce delle attuali sfide che devono fronteggiare". Ad esempio, grazie alla maggiore trasparenza delle richieste di margini, i partecipanti al mercato (comprese le imprese del settore energetico) si troveranno in una posizione migliore per prevederle, secondo la Commissione UE.
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