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Manovra soggetta a 4 "rischi": ecco quale impatto sul PIL

Dal petrolio all'Euro, senza tralasciare lo Spread ed il commercio mondiale: ecco la mappa delle incertezze che sovrastano la fonanziaria

Economia ·
(Teleborsa) - Cresce l'attesa per la Manovra, che ha davanti una strada tutta in salita, considerando che le risorse sono molto limitate (15,7 miliardi ricavati da un innalzamento del deficit al 4,3%) e le incertezze che condizionano lo scenario di riferimento sono fin troppe. "Lo scenario economico continua ad essere gravato da un'estrema incertezza", si spiega nella Nadef, che ha già ridimensionato le previsioni di crescita dell'economia italiana allo 0,8% quest'anno (dall'1%) ed all'1,2% il prossimo (dall'1,5%).

Una lettura attenta della Nadef rivela anche quali sono i "rischi" in grado di condizionare negativamente il PIL, con un impatto stimato pari a -0,4 percento, che implicherebbe una revisione peggiorativa del PIL dell'anno prossimo allo 0,6%, nello scenario peggiore.

I rischi sono essenzialmente quattro: l'indebolimento del commercio mondiale (più che probabile a fronte di un quadro congiunturale mondiale in via di peggioramento; l'apprezzamento dell'euro nei confronti delle altre valute (che si verificherebbe a seguito di una improbabile inversione della politica monetaria della Bce); la crescita del prezzo del petrolio (certamente possibile di riflesso all'aumento stagionale delle materie prime energetiche ed alla politica di contenimento dell'offerta dell'Opec Plus); l'allargamento dello Spread ( che incorpora una crescita dei rendimenti del BTP più che proporzionale rispetto al resto d'Europa e legata al maggior "rischio Paese").

L'impatto più pesante - si legge nella Nadef - si avrebbe con un aumento del prezzo del greggio del 20%, che si tradurrebbe in un impatto negativo sul PIL di -0,4 punti. Un apprezzamento dell'euro nei confronti delle altre valute potrebbe tradursi invece in un impatto negativo pari a -0,3 punti, mentre le ipotesi di indebolimento del commercio mondiale e innalzamento dello Spread avrebbero un impatto negativo limitato a -0,1 punti.

In questo quadro già precario, il Governo sta mettendo a punto una Manovra che - in base a quanto confermato dal Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti - richiederà "scelte difficili". Una finanziaria che vede come priorità il taglio delle tasse e gli aiuti alle famiglie.

Fra le priorità della manovra, secondo quanto confermato dal sottosegretario Federico Freni, c'è il taglio del cuneo fiscale di 6 punti per i redditi fino a 35 mila euro e di 7 punti per quelli sino a 25 mila (al momento valido sino a dicembre) che andrebbe a favorire una platea di 14 milioni di lavoratori con 100 euro in più in busta paga.

Altra misura di sicura proroga è il taglio del 5% delle tasse sui dei premi di produttività, per un massimo di 3mila euro a favore di percettori di redditi fino a 80mila euro.

Ma il Ministro Giorgetti ha anticipato che ci sarà anche un primo accenno di riforma fiscale, tanto per "dare un segnale" che il piano del governo è ancora valido e va verso un’imposta sui redditi delle persone fisiche a tre aliquote e una conferma della flat tax per partite IVA e professionisti sino al tetti di 85 mila euro.
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