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Patto stabilità riceve via libera dell'Europarlamento

Economia
Patto stabilità riceve via libera dell'Europarlamento
(Teleborsa) - Il Parlamento europeo in seduta plenaria ha dato il via libera definitivo alle nuove regole del Patto d Stabilità e Crescita, che erano state provvisoriamente concordate tra il PE ed i negoziatori degli Stati membri a febbraio.

La proposta di riforma è composta da tre diversi atti legislativi. Il regolamento che istituisce il nuovo braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita è stato approvato con 367 voti a favore, 161 voti contrari, 69 astensioni; il regolamento che modifica il braccio correttivo del PSC con 368 voti a favore, 166 voti contrari, 64 astensioni e la direttiva che modifica i requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri con 359 voti a favore, 166 voti contrari, 61 astensioni.

"Questa riforma rappresenta un nuovo inizio e un ritorno alla responsabilità fiscale. Il nuovo quadro sarà più semplice, più prevedibile e più pragmatico. Tuttavia, le nuove regole potranno essere un successo solo se la Commissione le attuerà correttamente", ha affermato il correlatore Markus Ferber (PPE).

"Queste regole offrono più spazio per gli investimenti, flessibilità per gli Stati membri che possono così mitigare le misure correttive e, per la prima volta, garantiscono una dimensione sociale "reale"", ha aggiunto l'altra correlatrice Margarida Marques (S&D).

Gli eurodeputati hanno rafforzato le norme sugli investimenti in modo tale che sarà più difficile per la Commissione sottoporre a procedura per deficit eccessivo uno Stato membro, se saranno in corso investimenti essenziali. Inoltre, tutte le spese nazionali per il cofinanziamento dei programmi finanziati dall'UE saranno escluse dal calcolo delle spese di un governo, creando così un incentivo agli investimenti.

I paesi con un debito eccessivo saranno tenuti a ridurlo in media dell'1% all'anno se il loro debito è superiore al 90% del PIL, e dello 0,5% all'anno in media se è tra il 60% e il 90%. Se il disavanzo di un paese è superiore al 3% del PIL, dovrebbe essere ridotto durante i periodi di crescita per raggiungere l'1,5% e creare una riserva di spesa per periodo con condizioni economiche difficili.

Le nuove norme contengono anche varie disposizioni per consentire più spazio di manovra agli Stati membri, in particolare, concedono tre anni supplementari oltre ai quattro standard per raggiungere gli obiettivi di un piano nazionale. Questo avverrà per qualsiasi motivo il Consiglio ritenga opportuno e non solo a condizione di criteri specifici, come inizialmente proposto.

I paesi con un disavanzo o un debito eccessivo possono chiedere una discussione con la Commissione prima di fornire orientamenti sul percorso di spesa. Uno Stato membro può chiedere la presentazione di un piano nazionale riveduto se vi sono circostanze oggettive che ne impediscono l'attuazione, ad esempio un cambiamento di governo.

Con l'entrata in vigore delle nuove regole, tutti i paesi dovranno presentare piani a medio termine che definiscano i loro obiettivi di spesa e come saranno intrapresi gli investimenti e le riforme. Gli Stati membri con livelli elevati di disavanzo o debito riceveranno orientamenti sugli obiettivi di spesa. Per garantire una spesa sostenibile, la riforma introduce garanzie numeriche di riferimento per i paesi con un debito eccessivo o un disavanzo eccessivo.

Le norme aggiungono inoltre un nuovo orientamento, vale a dire la promozione degli investimenti pubblici nei settori prioritari. Infine, il sistema sarà adattato a ciascun paese caso per caso piuttosto, che applicare un approccio unico per tutti, e si terrà meglio conto delle preoccupazioni sociali.

(Foto: © Architecture Studio)
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