(Teleborsa) - Il tema della
migrazione illegale resta in primo piano, con la visita della Presidente del Consiglio
Giorgia Meloni in Albania, accompagnata dal Ministro dell'Interno
Matteo Piantedosi, per visitare la
struttura di Shengjin, pronta ad accogliere i migranti in arrivo dall’Italia.
Un tema cruciale in vista delle vicinissime
elezioni europee ed in considerazione dell'importanza che la nuova Commissione europea darà a questo tema, molto caro all'Italia. Meloni, che sin dal suo insediamento ha preso molto sul serio la quesitone della migrazione illegale, ha quindi deciso di impiegare gli ultimi giorni visitando la
struttura nata dal del Patto siglato lo scorso anno con l'Albania.
A Shengjin,
la struttura è stata appena ultimata. Qui verranno effettuate le
procedure di ingresso (identificazione e registrazione) delle persone sbarcate sulle coste italiane e ricollocate in Albania, per
non sovraffollare i centri di accoglienza del nostro Paese. L'impianto a gestione italiana potrà ospitare circa 200 persone, che saranno identificate e soggette alla verifica dei presupposti per l'accoglienza o il rimpatrio.
Dopo il sopralluogo, la Premier ed il collega Rama hanno tenuto una
conferenza stampa presso il porto di Shengji. "Non ci sono i presupposti per parlare di una
mafia albanese, concetto molto usato ultimamente per gettare fango sull'Albania”, ha esordito il Premier albanese.
Dopo aver spiegato che, a seguito delle notizie apprese dalla stampa italiana sull'avvio di una
indagine della Procura in merito al traffico di esseri umani, Rama ha ribadito
"non esiste alcun cuore malavitoso" in Albania. "Non posso non esprimere tristezza su tante verità che si sono dette sull'Albania - ha detot - con il chiaro intento di buttare fango su questo Paese e per attaccare l'accordo fra i due governi di cooperazione nella lotta contro l'immigrazione clandestina".
Ringraziando il Premier Albanese per il lavoro fatto sulla struttura, La
Presidente Meloni ha ricordato che
"Italia e Albania sono storicamente nazioni amiche, abituate a collaborare insieme".
"Io voglio ringraziare ancora una volta il primo ministro e il popolo albanese per aver offerto il loro aiuto e aver stretto con noi un
accordo che io considero di grande respiro europeo”, ha sottolineato Meloni, esprimendo solidarietà e vicinanza per gli "attacchi che hanno subito in questi mesi, da quando hanno deciso di offrire anche a questo governo la loro collaborazione all'Italia".
"L'Albania è stato definito quasi un narco Stato, ma qualcosa non torna, perché, in tutti i casi precedenti, l'Albania era stato visto come un Paese che aveva grande voglia di entrare a far parte della famiglia europea", ha ricordato la Premier, citando anche gli aiuti offerti da Tirana durante l'emergenza Covid. "Voglio dire a Rama, se lo può consolare, che il bersaglio non è lui”, ha affermato la leder italiana.
Meloni ha spiegato che
l'accordo Italia-Albania sta diventando un
modello in Europa e che potrebbe essere replicabile in molti altri Paesi e diventare una
"soluzione strutturale" all'immigrazione clandestina. L'accordo - ha ricordato - si pone
tre obiettivi: punta a
contrastare il traffico di esseri umani, contrtastare i
flussi migratori irregolari e
accogliere in Europa solo chi ha diritto alla protezione internaizonale.