Milano 16:30
44.715 -1,06%
Nasdaq 16:30
25.210 -1,25%
Dow Jones 16:30
48.874 -0,98%
Londra 16:30
10.108 -0,85%
Francoforte 16:30
24.701 -1,03%

Lavoro in Italia: il 67% delle persone vuole restare nella propria azienda

Ma il 62% continua comunque a monitorare il mercato alla ricerca di possibili alternative professionali. I risultati della terza edizione del Global Talent Barometer di ManpowerGroup

Economia
Lavoro in Italia: il 67% delle persone vuole restare nella propria azienda
(Teleborsa) - Il 63% delle lavoratrici e dei lavoratori italiani esprime una valutazione complessivamente positiva del proprio lavoro, un dato in lieve flessione rispetto alla precedente rilevazione, influenzato da un calo della fiducia nelle proprie capacità (-7%). Dall'analisi emergono, infatti, due tendenze solo apparentemente contrastanti: da un lato, il 67% delle persone pratica il cosiddetto job hugging, ovvero pianifica di restare nel proprio attuale impiego senza cambiare datore di lavoro nei prossimi mesi; dall'altro, il 62% continua comunque a monitorare il mercato alla ricerca di possibili alternative professionali. Un'ambivalenza connessa al crescente senso di incertezza legato alla capacità di gestire l'introduzione dell'intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, in particolare tra le generazioni più senior: le persone non desiderano cambiare lavoro, ma ritengono prudente essere preparate a eventuali cambiamenti. Sono questi alcuni dei risultati più significativi emersi dalla terza edizione del Global Talent Barometer di ManpowerGroup, condotto in 19 Paesi e basato su un campione di oltre 13 mila partecipanti. Pubblicato in occasione del World Economic Forum di Davos, il rapporto restituisce una panoramica completa di come lavoratrici e lavoratori percepiscono l'attuale scenario professionale, esaminando aspetti legati al benessere, alla soddisfazione sul lavoro e al livello di fiducia.

In generale, dal Global Talent Barometer emerge che in Italia quasi due persone su tre (63%) esprimono un giudizio positivo sul proprio lavoro, un valore leggermente inferiore alla media globale (67%). Gli indicatori che compongono questo risultato mostrano una sostanziale stabilità: il benessere sul luogo di lavoro si attesta al 62%, mentre la soddisfazione professionale rimane pressoché invariata al 58%. Più significativo, invece, il calo dell'indice di fiducia nelle proprie capacità e nel proprio ruolo (68% vs 75% nel 2025), dovuto principalmente alle incertezze derivanti dalle sfide tecnologiche.

"Il Global Talent Barometer nasce con l'obiettivo di offrire a istituzioni e organizzazioni uno strumento utile per comprendere in modo più profondo come le persone vivono il proprio lavoro e il contesto professionale in cui operano – ha affermato Anna Gionfriddo, Amministratrice Delegata di ManpowerGroup Italia –. In uno scenario caratterizzato da una buona soddisfazione lavorativa e da un apprezzamento diffuso per il proprio impiego, emerge con forza il tema dell'adattamento alle nuove tecnologie. L'adozione dell'intelligenza artificiale e di nuovi strumenti non può prescindere da percorsi strutturati di formazione: eppure oltre la metà delle lavoratrici e dei lavoratori dichiara di non aver ricevuto recentemente attività di training (57%) o di mentorship (72%). Come ManpowerGroup, affianchiamo persone e organizzazioni con programmi formativi su misura, pensati per rispondere alle sfide dell'innovazione".

Indice Fiducia: dubbi sull'utilizzo delle nuove tecnologie

Per quanto riguarda la fiducia in sé e nel proprio ruolo, in Italia i livelli restano elevati per tutte le componenti dell'indice: l'85% delle persone intervistate si sente competente e adeguatamente preparato per le mansioni che svolge, il 71% ritiene di avere l'opportunità di acquisire nuove abilità all'interno dell'azienda e il 56% crede nelle proprie opportunità di carriera. Cala invece in modo significativo – da 80% a 61% - la fiducia nell'utilizzo di tecnologie e strumenti recenti, anche per le nuove competenze richieste in ambito AI. In particolare, risultano maggiormente dubbiosi i profili a bassa specializzazione (indice di fiducia del 51%) e le generazioni più senior come boomer (42%) e GenX (56%).

Benessere: condivisione di scopo, valori e visione, ma rischio burnout

Per quanto riguarda l'indice relativo al benessere, in Italia la maggior parte delle persone percepisce il proprio lavoro come significativo e dotato di uno scopo (78%), si riconosce nei valori e nella visione dell'azienda per cui lavora (69%) e sente di ricevere supporto per mantenere un buon equilibrio tra vita privata e professionale (62%). Nonostante ciò, oltre la metà delle lavoratrici e dei lavoratori (56%) afferma di avere recentemente vissuto situazioni di burnout, dovute principalmente a stress (27%) e a notevoli carichi di lavoro (18%).

Soddisfazione lavorativa: sicurezza lavorativa e fiducia nei manager

Andando a scomporre l'indice sulla soddisfazione lavorativa, il 61% delle persone si sente tutelato dai propri manager per quanto riguarda le opportunità di crescita professionale e il 65% è convinto della sicurezza del proprio attuale impiego. Al contempo, però, il 53% è fiducioso di riuscire se necessario a trovare un impiego più adatto alle proprie esigenze nei prossimi sei mesi. E nella ricerca di lavoro resta fondamentale il rapporto umano: la quasi totalità (94%) di candidati e candidate ritiene importante che il proprio curriculum sia esaminato da una persona e considera pressoché altrettanto importante (91%) parlare direttamente con qualcuno durante il processo di assunzione.



(Foto: Carrie Allen www.carrieallen.com on Unsplash)
Condividi
```