(Teleborsa) - In Italia,
nel 2023, il 13,8% degli occupati ha svolto almeno un giorno di lavoro in modalità agile. Erano il 15,1% nel 2021, ma soltanto il 4,8% nel 2019. Lo rileva
l'Istat nella Statistica Today Smart working con riferimento al 2023 sottolineando che Lazio e Lombardia guidano la graduatoria dello
smart working. A
Milano lavora da remoto il 38,3% degli occupati, mentre a Roma la quota sfiora il 30%.
Lo smart working è più diffuso tra le donne (15,2% contro il 12,7% degli uomini). Per tutti, il lavoro da remoto resta sinonimo
di flessibilità e migliore conciliazione tra lavoro e famiglia.
Più alto è il titolo di studio, maggiore è la quota di quanti lavorano almeno qualche giorno da casa: tra i laureati, il 29% ha
sperimentato una forma di lavoro a distanza. Emerge che servizi dell’informazione e comunicazione e le Attività finanziarie e assicurative sono i settori di attività in cui è più alta la quota di smart workers (rispettivamente il 60,2% e il 43,7%).
L'Istat rileva anche che il lavoro da remoto riguarda soprattutto
le professioni altamente qualificate (30,2%), che permettono di organizzare tempi e modalità di lavoro in modo più autonomo.