(Teleborsa) -
Alexander McQueen, casa di moda di proprietà del colosso francese del lusso
Kering, ha annunciato un piano di ristrutturazione aziendale che prevede
esuberi pari a un terzo della forza lavoro complessiva e la riorganizzazione dei processi produttivi per ridurre i costi. Lo rendono noto i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil dopo un incontro con la direzione azienda.
La direzione aziendale ha illustrato un quadro economico relativo al triennio 2022-2025 "estremamente critico, rappresentando una situazione di emergenza", si legge in una nota. In particolare, la crisi morde sul settore causando una
riduzione dei ricavi del 60%, un calo drastico dei volumi di vendita e dei pezzi prodotti e un disallineamento tra i costi operativi e ricavi.
In vista dell’
incontro del 5 febbraio 2026 con il CEO del gruppo Kering,
Luca De Meo, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil auspicano chiarezza sui piani industriali che interesseranno tutti i distretti e le filiere produttive collegate, confidando nella volontà di mantenere corrette relazioni industriali per affrontare la difficile situazione che tutte le aziende del gruppo e i distretti produttivi stanno vivendo.
McQueen ha detto a Reuters di aver "avviato un processo formale di consultazione con le principali sigle sindacali in Italia" e che "questo percorso
rientra nello sforzo a livello di gruppo per riportare l'azienda a una redditività sostenibile nei prossimi tre anni". Kering ha detto di sostenere "pienamente McQueen nel suo percorso di trasformazione strategica" e di essere fiduciosa che queste misure rafforzeranno la posizione di McQueen nel mercato mondiale del lusso.