(Teleborsa) - "Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha annullato il regolamento provinciale in materia di prestazione energetica degli edifici, rilevando significative violazioni dei principi stabiliti dalla Direttiva EPBD in corso di recepimento (c.d. Direttiva "Case Green"), nonché profili di irragionevolezza, sproporzione e carenza di istruttoria. La sentenza, emanata in tempi record, rappresenta un importante riferimento per l'applicazione della Direttiva e sviluppa considerazioni di particolare rilievo sia con riferimento alla concreta applicabilità delle misure previste, sia rispetto al principio di neutralità tecnologica". È quanto rilevano
Proxigas e Assotermica in una nota.
"Il
Tribunale – prosegue la nota – rileva come le soluzioni imposte dal regolamento provinciale non siano state valutate compiutamente dal legislatore, risultando, nella maggior parte dei casi, tecnicamente irrealizzabili o economicamente insostenibili. In particolare, viene rilevata l'assenza di un'adeguata istruttoria in merito alla fattibilità degli interventi prescritti nel contesto abitativo e sociale di riferimento, nonché la mancata considerazione dell'impossibilità pratica, negli appartamenti termoautonomi situati in condomìni, di accedere alle opzioni previste. La sentenza sottolinea, infatti, che il teleriscaldamento 'non è presente nella maggior parte del territorio… e, ove presente, non costituisce una scelta tecnicamente percorribile'. Evidenzia inoltre come il vincolo di coprire il 30% del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili non sia realizzabile, dal momento che 'non è in concreto disponibile agevolmente nei condomini esistenti né l'opzione fotovoltaico né quella della caldaia a pellets'. Con riferimento alle pompe di calore elettriche, innalzate dal legislatore provinciale a tecnologia sostitutiva di default per le caldaie a gas, il Tribunale rileva che l'installazione è ostacolata dai «notevoli spazi richiesti» e da «costi mediamente tre volte superiori a quelli di una caldaia a condensazione'. Il Tribunale si sofferma, infine, sul principio di neutralità tecnologica che, 'pur non essendo codificato come regola generale vincolante (…) costituisce un criterio interpretativo desumibile dal diritto dell'Unione europeo e dalla giurisprudenza'. Gli standard imposti dal regolamento erano infatti 'suscettibili di produrre un effetto selettivo delle tecnologie utilizzabili' e la violazione del principio di neutralità tecnologica ha rappresentato un indice rivelatore dell'eccesso di potere in cui è incorsa la Provincia".
"La sentenza rappresenta un riferimento importante per l'attuazione della Direttiva EPBD nel nostro Paese – ha dichiarato il
Presidente di Proxigas, Pier Lorenzo Dell'Orco –. La decisione afferma la necessità di adottare un approccio concreto alla decarbonizzazione degli edifici, che verifichi la reale fattibilità delle soluzioni previste, e ribadisce l'importanza di una transizione sostenibile, prima di tutto, per i cittadini. Auspichiamo che queste riflessioni – prosegue il Presidente Proxigas – possano costituire un riferimento anche per le Istituzioni chiamate a recepire la Direttiva EPBD affinché possa essere definito un percorso efficace che, partendo dal nostro contesto nazionale, offra ai consumatori soluzioni tecnicamente fattibili ed economicamente accessibili".
"Da anni ci battiamo per una transizione energetica che poggi su solide basi tecnico-economiche invece che su facili prese di posizione di matrice ideologica – ha commentato il
Presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio –. Ci rallegriamo della decisione del giudice amministrativo bolzanino, che avvalora quanto sosteniamo da sempre sulla necessità di adottare un approccio multi-tecnologico, multi-energetico e multi-obiettivo quale principio guida per le politiche energia-clima, ponendo rimedio ad alcune storture del passato rinnovando l'invito alla classe dirigente a convocare immediatamente un tavolo con gli stakeholder di riferimento per garantire che il recepimento della EPBD sia un successo per il Paese".