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Produzione frena a dicembre ma conferma aumento del 3,2% su anno

E' quanto emerge dall'ultimo rapporto mensile dell'Istat

Economia, Macroeconomia
Produzione frena a dicembre ma conferma aumento del 3,2% su anno
(Teleborsa) - A dicembre, la produzione industriale italiana ha registrato una frenata, ma la variaizone su trimestre e su anno si confermano positive, se aggiustate per gli effetti del calendario. E' quanto emerge dall'ultimo report dell'Istat, secondo cui l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,4% rispetto a novembre.

Il calo mensile sconta le variazioni negative dei beni intermedi (-0,4%) e di consumo (-0,9%), mentre si registrano aumenti nei comparti dell’energia (+1,2%) e dei beni strumentali (+0,5%).

Nella media del quarto trimestre, la produzione è cresciuta dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Su base annua, la produzione aumenta in termini tendenziali del 3,2% al netto degli effetti di calendario (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20, come a dicembre 2024).

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+23,8%), le altre industrie manifatturiere (+9,3%) e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+7,4%). Le flessioni più ampie si rilevano nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,4%) e nell’industria del legno, della carta e stampa (-2,9%).

A consuntivo del 2025, al netto degli effetti di calendario, la produzione industriale flette in media dello 0,2%.

“Anno sempre nero per le nostre industrie.", commenta l'Unione Nazionale Consumatori, spiegando "anche se l'annata 2025, con un calo medio della produzione dello 0,2%, non sembra apparentemente una disfatta, il problema è che si aggiunge ai crolli precedenti: -4% nel 2024 e -2% nel 2023". "Prosegue, insomma, lo tsunami iniziato 3 anni fa. Un tunnel in cui le imprese sono entrate nel 2023 e dal quale non riescono a uscire" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'UNC, sottolineando che si tratta di "un baratro dal quale non si può uscire grazie ai consumi delle famiglie, essendo ridotti all'osso".

on i numeri di dicembre si chiude un anno negativo per l’industria italiana, consolidando il trend al ribasso che prosegue oramai da tre anni. Lo afferma il Codacons, commentando i dati dell’Istat.

"Per il terzo anno consecutivo l’indice della produzione industriale registra una diminuzione, a dimostrazione del cattivo stato di salute dell’industria italiana", afferma il Codacons. "Un trend quello dell’industria - aggiunge - che riflette i tagli di spesa operati dalle famiglie nel corso del 2025 e la crisi dei consumi che si registra nel nostro Paese, e che dovrebbe portare il governo a studiare misure davvero efficaci per invertire il trend e sostenere l’economia italiana, partendo proprio da potere d’acquisto e consumi dei cittadini".
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