(Teleborsa) - Nel 2025, anno complesso e dominato da numerose incertezze, il
settore delle bevande analcoliche ha registrato una
contrazione dell'1,5% a volume (pari a circa 41 milioni di litri), dopo un'estate particolarmente negativa (agosto ha toccato una flessione dell’11,3%) e dopo il trend analogo già registrato nel 2024 (-1,4%). A registrare i
cali maggiori in termini di volumi sono il
Cash & Carry ed il canale
Grossisti, rispettivamente -4,9% e -1,3%, rispetto alla
maggiore tenuta della GDO (-1%). Il settore ha invece registrato una
crescita dell’1% a valore, sostanzialmente in linea con l'inflazione.
È quanto emerge dai dati annuali diffusi da
ASSOBIBE – l'associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia.
Analizzando le performance a volume per categoria, emergono dinamiche differenziate ed
alcuni segnali positivi accanto a segmenti in sofferenza. Gli
energy drinks hanno segnato un
incremento dell’11,3% in tutti i canali, confermandosi come il segmento più dinamico del comparto. Anche le
limonate mostrano un andamento positivo con un
+1,5%, trainato dalla crescita nei canali GDO e Grossisti.
Una sostanziale
stabilità si è registrata sulle
cole (+0,2%), oltre alle
toniche (+0,9%) e alle
gassose (pari rispetto al 2024), che risultano in crescita esclusivamente nel canale Grossisti.
In sofferenza risultano invece gli
aperitivi e cocktail analcolici (-7,4%), le
bevande isotoniche (-7,5%) e il
chinotto (-7,2%). In negativo anche il
pompelmo (-5,6%), le
aranciate ( -4,7%), e i
tè freddi ( -4,3%).
"Nel 2025 il Settore ha saputo navigare in un contesto non facile", ha dichiarato
Giangiacomo Pierini, Presidente ASSOBIBE, aggiungendo che "questo permette di guardare al futuro con cauto ottimismo" nonostante permangano "preoccupazioni significative" legate a un possibile aumento dei prezzi a partire dal 2027, qualora non venissero cancellate definitivamente Sugar tax e Plastic tax.