Milano 17:35
43.379 -0,74%
Nasdaq 20:17
23.156 -1,83%
Dow Jones 20:17
45.205 -1,64%
Londra 17:40
9.967 -0,05%
Francoforte 17:35
22.301 -1,38%

Taglio accise carburanti, Figisc-Confcommercio: "Senza proroga stangata su famiglie, imprese e trasporti"

Economia
Taglio accise carburanti, Figisc-Confcommercio: "Senza proroga stangata su famiglie, imprese e trasporti"
(Teleborsa) - In un quadro internazionale ancora fortemente instabile e con tensioni geopolitiche che continuano a riflettersi sui mercati energetici, Figisc-Confcommercio chiede al Governo una valutazione seria e tempestiva sulla possibilità di prorogare il decreto di riduzione delle accise sui carburanti. Per la Federazione dei gestori, la questione non può essere letta soltanto come un tema legato al costo del pieno per gli automobilisti, ma riguarda molto più in profondità la tenuta economica e logistica del Paese. Trasporto merci, distribuzione commerciale, approvvigionamenti, mobilità quotidiana e costi operativi delle imprese rischiano infatti di subire un nuovo impatto proprio mentre il contesto internazionale continua a rimanere fragile e imprevedibile. È quanto si legge in un comunicato di Figisc-Confcommercio.

"Non si tratta solo di benzina o gasolio – prosegue la nota – si tratta di capire se il sistema Italia può permettersi, in questa fase, un ulteriore aggravio sui costi della mobilità e della logistica". Secondo le valutazioni elaborate dal Centro Studi della Federazione, il rischio è che il venir meno troppo rapido della misura finisca per colpire la mobilità ordinaria del Paese e il sistema produttivo, con effetti che potrebbero estendersi al trasporto delle merci, alla distribuzione commerciale, ai costi di approvvigionamento e, inevitabilmente, ai prezzi finali per cittadini e famiglie. Quando aumentano i carburanti, il problema non si ferma al distributore: si riversa sul trasporto delle merci, sulla distribuzione, sulle imprese e, alla fine, sul portafoglio delle famiglie.

Per Figisc Confcommercio, una eventuale proroga temporanea e monitorata del provvedimento rappresenterebbe una misura di prudenza economica, utile ad accompagnare il Paese fino a un quadro internazionale più stabile e prevedibile. Sarebbe un errore leggere questo tema come una semplice partita fiscale. Il nodo vero è valutare se, in questa fase, il costo di una mancata proroga possa risultare superiore ai benefici di breve periodo sul piano del gettito.

La Federazione evidenzia come una eventuale proroga potrebbe rappresentare uno strumento di stabilizzazione, almeno fino al consolidarsi di uno scenario internazionale meno turbolento e più prevedibile, evitando così di aggiungere ulteriore pressione su famiglie, imprese, logistica e filiere produttive. "In una fase come questa – conclude la nota – servono realismo, prudenza e capacità di leggere gli effetti a catena che certe decisioni possono generare sull’economia reale".
Condividi
```