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Usa, Trump parla alla Nazione: "Colpiremo duramente l'Iran, lo riporteremo all'età della pietra"

L'esercito di Teheran risponde alle minacce: "Attacchi devastanti contro Stati Uniti e Israele"

Economia
Usa, Trump parla alla Nazione: "Colpiremo duramente l'Iran, lo riporteremo all'età della pietra"
(Teleborsa) - "Siamo sulla buona strada per completare i nostri obiettivi militari. Nelle prossime due-tre settimane colpiremo l'Iran con forza e lo riporteremo all'età della pietra". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lancia la sua minaccia all'Iran durante il discorso alla nazione, il primo da quando è iniziata la guerra contro Teheran. La diplomazia è al lavoro ma se non ci sarà un accordo "colpiremo i loro impianti elettrici probabilmente simultaneamente" ha tuonato Trump. Finora – ha osservato – "non abbiamo colpito il loro petrolio, anche se sarebbe stato il target più facile, perché farlo avrebbe significato non dare loro neanche una piccola chance di sopravvivenza o ricostruzione".

"Sto facendo quello che nessun altro presidente era disposto a fare. Loro hanno fatto errori, io li sto correggendo", ha detto Trump puntando il dito contro il "disastroso" accordo sul nucleare con Teheran di Barack Obama.

"Nelle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno conseguito sul campo di battaglia vittorie rapide, decisive e schiaccianti", ha messo in evidenza il presidente Usa, precisando come gli Stati Uniti stanno "smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l'America o di proiettare la sua potenza oltre i propri confini. Siamo vicini – ha detto – a finire il lavoro e lo finiremo molto presto".

Dal Trump arrivano anche rassicurazioni agli americani. "Considerate – ha detto – la guerra con l'Iran un investimento nel futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti". Un breve accenno lo ha fatto anche all'impatto economico del conflitto: i rincari della benzina "sono di breve termine. Gli Stati Uniti non sono mai stati più pronti economicamente, e siamo in splendida forma per il futuro".

Trump ha, poi, ringraziato gli alleati in Medio Oriente (da Israele all'Arabia Saudita, passando per Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait) e puntato il dito contro i paesi che ottengono il loro petrolio tramite lo Stretto di Hormuz. "Noi non ne importiamo e non ne importeremo. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo decimato l'Iran economicamente e militarmente e ora i paesi che ricevono il greggio dallo Stretto dovrebbero prendersene cura. Andate allo Stretto e prendetelo", ha ribadito insistendo sull'idea che il passaggio riaprirà naturalmente una volta che la guerra sarà finita.

"All'inizio dell'operazione Epic Fury ho detto che sarebbe andata avanti fino al pieno raggiungimento dei nostri obiettivi. Questa sera posso dirvi che siamo sulla strada per completarli a breve", ha aggiunto Trump precisando che "il cambio di regime non era obiettivo. Non abbiamo mai detto cambio di regime, ma è avvenuto perché tutti i leader sono morti. I nuovi sono più ragionevoli".

Dopo le minacce di Trump l'esercito iraniano promette attacchi "devastanti" contro Stati Uniti e Israele . "Se Dio vuole, questa guerra vi porterà umiliazione, sconfitta, rimpianti e capitolazione", è la dichiarazione del comando operativo militare Khatam Al-Anbiya.
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