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MPS, lista Tortora critica anche Glass Lewis: incoerenza tra analisi e conclusioni

Banche, Finanza
MPS, lista Tortora critica anche Glass Lewis: incoerenza tra analisi e conclusioni
(Teleborsa) - Dopo la critica alle raccomandazioni del proxy advisor Institutional Shareholder Services (ISS), PLT Holding contesta anche le raccomandazioni di voto di Glass Lewis relative all'assemblea degli azionisti del 15 aprile di Banca Monte dei Paschi di Siena, in quanto la holding della famiglia Tortora (che detiene oltre l'1,2% di MPS) ritiene che le conclusioni del report non siano coerenti con le sue stesse risultanze.

Secondo PLT Holding, l'affermazione di Glass Lewis circa "l'assenza di una reazione di mercato significativamente negativa all'annuncio di una lista priva dell'amministratore delegato" appare "imprecisa" e un fattore qualificato come irrilevante (l'indagine in corso riguardante l'ex AD Lovaglio) "non può divenire decisivo" nella raccomandazione.

La holding punta anche il dito sul fatto che la stabilità è riconosciuta come essenziale, ma la raccomandazione genera instabilità. "Glass Lewis sottolinea la necessità di stabilità durante l'integrazione con Mediobanca e identifica espressamente la continuità come un valore - si legge in una lettera agli azionisti - Tuttavia, sostiene soltanto sei dei nove amministratori uscenti e raccomanda di votare contro tre di essi, incluso il Presidente del Comitato Nomine. Inoltre, attribuisce alla continuità a livello di consiglio un significativo beneficio di governance, mentre considera la discontinuità a livello di Amministratore Delegato come neutra o addirittura auspicabile. Ciò risulta difficilmente conciliabile con la natura degli interessi in gioco. L'amministratore delegato è il soggetto responsabile dell'esecuzione del piano industriale, della gestione dell'integrazione con Mediobanca, del mantenimento dei rapporti con la vigilanza BCE e del dialogo con gli investitori istituzionali. È l'AD, e non gli amministratori non esecutivi, a svolgere un ruolo determinante nel verificare se l'integrazione genererà le sinergie attese e se il gruppo risultante raggiungerà gli obiettivi del piano 2026-2030. Lovaglio ha elaborato tale piano. La sua conoscenza istituzionale dell'operazione Mediobanca - controparti, profili regolamentari, complessità operative - non è trasferibile a un nuovo AD".

PLT Holding fa anche notare che Glass Lewis riconosce che "alcune pubblicazioni di stampa hanno prospettato la possibilità che Palermo possa essere oggetto di attenzione da parte della BCE" in relazione alla sua limitata esperienza nella gestione di una banca delle dimensioni e rilevanza sistemica di BMPS. Propone quindi la presenza di Passera e Vivaldi nella lista del consiglio quale forma di soluzione
alternativa. "Tale impostazione merita attenzione - viene osservato - Gli azionisti non sono chiamati a votare un insieme indistinto di candidati intercambiabili, bensì una lista nella quale il consiglio ha individuato uno specifico soggetto quale AD idoneo. Qualora la BCE dovesse ritenere che Palermo non soddisfi i requisiti di idoneità (fit and proper), MPS si troverebbe ad affrontare la fase più complessa dell'integrazione con Mediobanca senza l'AD designato dal proprio consiglio, venendo guidata da un candidato classificato secondo o terzo nella valutazione del consiglio stesso. Non si tratta di un piano di emergenza, ma della descrizione di quanto accadrebbe in assenza di un tale piano. Un eventuale esito negativo dell'indagine in corso relativa a Lovaglio si collocherebbe in un orizzonte temporale di anni, qualora si verificasse. Il rischio che la BCE non approvi Palermo è invece immediato, quantificabile e deriva direttamente dai fatti riportati nel report di Glass Lewis. Agli azionisti viene chiesto di accettare un potenziale vuoto di leadership oggi per evitare un rischio ipotetico che potrebbe non concretizzarsi mai".

Viene anche evidenziato che Glass Lewis descrive la presentazione iniziale della lista del consiglio come "marcatamente in linea non solo con le prassi emergenti di mercato in materia di liste del consiglio ai sensi della Legge Capitali, ma con l'intera prassi di mercato italiana". Inoltre, qualifica il livello di opacità come "altamente inusuale per una primaria banca italiana" e osserva che l'incertezza generata era "evitabile". Coerentemente, Glass Lewis raccomanda di non rieleggere il Presidente del Comitato Nomine. "La tensione logica insita in tale posizione merita attenzione - dice PLT Holding - Se il Comitato Nomine ha gestito un processo così carente da rendere inopportuna l'elezione del suo presidente, ci si deve chiedere su quale base gli azionisti dovrebbero confidare nella lista risultante da tale processo. Un processo qualificato come non trasparente dovrebbe indurre cautela, non consenso".

Infine, viene dato conto del fatto che Glass Lewis critica la lista PLT per l'introduzione di un significativo turnover nel consiglio, ma al contempo sostiene un cambio dell'AD - ossia la discontinuità operativa più rilevante che una società possa affrontare. "Il medesimo fattore viene qualificato come rischio in un caso e come opportunità nell'altro - afferma la holding nella lettera firmata direttamente da Pierluigi Tortora - Nell'ambito della lista PLT, il consiglio sarebbe nuovo, ma l'AD - ossia il soggetto che ha gestito operativamente la banca, guidato l'integrazione con Mediobanca e interagito con la BCE - resterebbe il medesimo soggetto che ha ricoperto tale ruolo dal 2022. Nell'ambito
della lista del consiglio, invece, non solo diversi amministratori sarebbero nuovi, ma anche l'AD verrebbe sostituito. Inoltre, il candidato AD proposto da tale lista non ha mai guidato una banca. Se la continuità è il criterio rilevante, gli azionisti dovrebbero considerare dove essa assuma maggiore importanza. Nel loro insieme, le conclusioni del report di Glass Lewis riconoscono i punti di forza della lista PLT, individuano criticità nel processo seguito dal consiglio e non rilevano elementi oggettivi a sostegno di un cambiamento della leadership, pur raccomandando l'esito opposto".

"Quando analisi e conclusioni divergono, spetta agli investitori decidere a quale delle due attribuire fiducia", è la conclusione della lettera.
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