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Italia, Prometeia vede produzione industria in stagnazione nonostante sorpresa di marzo

Possibile anticipo per la crisi

Economia, Industria
Italia, Prometeia vede produzione industria in stagnazione nonostante sorpresa di marzo
(Teleborsa) - Nonostante il miglioramento di febbraio e marzo, il quadro di fondo dell'industria italiana resta "coerente con uno scenario di stagnazione" (-0,2% nella media del primo trimestre). Lo afferma Prometeia dopo la pubblicazione stamattina da parte dell'Istat del dato di marzo della produzione industriale italiana (+0,7% su base mensile, sopra le attese), che segue il modesto incremento registrato a febbraio (+0,2%).

"La dinamica produttiva continua a oscillare intorno a livelli sostanzialmente invariati, con rischi orientati al ribasso soprattutto nella restante parte dell'anno", si legge in una nota, dove viene fatto notare che il dato di marzo ha sorpreso in positivo considerando il deterioramento del contesto geopolitico seguito all'apertura del conflitto in Medio Oriente e ai timori legati a possibili interruzioni delle forniture energetiche e delle catene globali del valore.

"Il dato di marzo potrebbe riflettere, almeno in parte, un'accelerazione precauzionale dell'attività produttiva - viene spiegato - Le tensioni nell'area mediorientale e il rischio che eventuali restrizioni al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz possano protrarsi nei prossimi mesi stanno aumentando l'incertezza sulle forniture energetiche e sull'arrivo di componenti intermedi. In questo contesto, una possibile interpretazione è che alcune imprese abbiano scelto di anticipare produzione e approvvigionamenti per ridurre il rischio di future interruzioni delle catene del valore".

Guardando alle previsioni di Prometeia per la produzione italiana, dopo la stima di una riduzione ad aprile (-0,8%), dovuto principalmente a un "effetto sfiducia", il contesto risulterebbe positivo, ma debole, fra maggio e giugno (+0,5% e -0,2%). Nella media del secondo trimestre comporterebbe una crescita (+0,1%), non tale da recuperare completamente la dinamica negativa del primo trimestre 2026. La crescita acquisita per il secondo trimestre sarebbe nulla.

(Foto: Clayton Cardinalli su Unsplash)
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