Di Raimondo (Asstel): "Per le TLC un contratto di trasformazione per guidare transizione digitale Paese"
(Teleborsa) - “Il recente rinnovo del CCNL delle Telecomunicazioni rappresenta un passaggio significativo per governare in modo strutturato le profonde trasformazioni che stanno attraversando la Filiera TLC. Un accordo che segna un passo decisivo per l’evoluzione dell’intero ecosistema TLC italiano e che testimonia il senso di responsabilità di un settore, che – pur in un contesto economico ancora complesso – ha scelto di valorizzare il contributo delle persone e la sostenibilità del comparto. Non si è trattato di un semplice aggiornamento economico e normativo, ma di un contratto di trasformazione e di innovazione, per accompagnare la transizione digitale del Paese e rafforzare la competitività del settore con una prospettiva di lungo periodo, fino al 2028, gestendo così la definizione di due cicli negoziali”. Così Laura Di Raimondo, direttore generale Asstel, in occasione della “Prima Giornata italiana della contrattazione collettiva”, nel corso del confronto organizzato da Adapt (Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali), fondata dal giuslavorista Marco Biagi nel 2000.
“Il nuovo contratto ha confermato la centralità della contrattazione collettiva nazionale quale sede privilegiata per costruire risposte equilibrate e innovative, capaci di tenere insieme competitività delle imprese, qualità del lavoro, valorizzazione delle professionalità e tutela dell’occupabilità. In un contesto segnato dall’accelerazione tecnologica, dalla digitalizzazione dei processi e dalla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, il CCNL TLC assume sempre più il ruolo di fattore di politica industriale, orientato a supportare imprese e lavoratori nel percorso di trasformazione digitale. Al centro del rinnovo - spiega Di Raimondo - abbiamo messo le persone, oltre a competenze e formazione permanente, consapevoli che l’innovazione può generare valore solo se accompagnata da investimenti costanti nello sviluppo professionale. In questa prospettiva, il nuovo modello di classificazione del personale, basato sulle Aree Professionali, supera la logica dei tradizionali livelli e valorizza le competenze come elemento essenziale dei percorsi di crescita, collegando in modo più diretto responsabilità, professionalità ed evoluzione del lavoro. Il rinnovo -ha spiegato Di Raimondo – ha aggiornato inoltre la disciplina relativa all’utilizzo delle nuove tecnologie, promuovendo strumenti informatici di supporto, percorsi di formazione certificata e processi di riqualificazione professionale indispensabili per affrontare l’impatto dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione. La progressiva adozione di sistemi intelligenti richiede infatti non solo competenze tecniche avanzate nella gestione e interpretazione dei dati, ma anche nuove competenze trasversali e una mentalità orientata alla collaborazione tra persona e tecnologia. Particolare attenzione è stata riservata al comparto CRM/BPO, interessato da una profonda trasformazione digitale e organizzativa. L’introduzione, per la prima volta, di un’area contrattuale dedicata consente di sostenere l’evoluzione delle competenze, favorire l’occupabilità nel medio-lungo periodo e contrastare fenomeni di dumping contrattuale, contribuendo al tempo stesso alla continuità occupazionale e alla sostenibilità economica del comparto.
Il rinnovo del CCNL TLC ha confermato dunque la capacità delle relazioni industriali di interpretare il cambiamento e di accompagnarlo con strumenti condivisi, rafforzando il raccordo tra livello nazionale e contrattazione decentrata. Proprio la contrattazione aziendale potrà rappresentare il luogo nel quale declinare concretamente le innovazioni introdotte dal contratto nazionale, adattandole alle diverse realtà organizzative e produttive, in particolare su tutti i temi strettamente connessi all’organizzazione del lavoro, quali, ad esempio, orari di lavoro, smart working e utilizzo degli strumenti informatici, nonché sulle misure per favorire un migliore equilibrio tra tempi di vita e di lavoro.
Con questo rinnovo, Asstel e le Parti Sociali hanno confermato un impegno comune per promuovere occupazione qualificata, formazione permanente, nuovi modelli organizzativi e partecipazione, rafforzando il ruolo delle telecomunicazioni come infrastruttura strategica per lo sviluppo digitale del Paese e costruendo una visione del lavoro fondata su sostenibilità, responsabilità e innovazione”, ha concluso il direttore generale Asstel
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