Kruso Kapital alza target del piano con miglioramento del funding
(Teleborsa) - Il Consiglio di Amministrazione di Kruso Kapital, società quotata su Euronext Growth Milan e attiva sia nel business del credito su pegno sia nel mercato delle case d'aste di preziosi, ha approvato l'aggiornamento del Piano Industriale 2026-2028, migliorativo rispetto a quanto presentato in data 5 maggio 2026, a esito dell'aggiornamento del proprio programma di funding, che si traduce in una più efficiente gestione e diversificazione delle fonti di finanziamento. Rimangono invariati i driver di crescita dei crediti verso la clientela, che sarà sostenuta dallo sviluppo organico e da iniziative mirate di espansione commerciale e territoriale, con una traiettoria che porterà a un ulteriore incremento degli impieghi al termine del periodo di Piano. Il Gruppo prevede di rafforzare il proprio posizionamento come operatore paneuropeo nel mercato del credito su pegno raggiungendo, a fine 2028, 206 milioni di euro di crediti alla clientela, con un CAGR 25/28 del +9,9%.
La crescita attesa degli impieghi, a livello consolidato, unitamente al progressivo efficientamento dei costi finanziari, al contributo maggiore delle controllate e al minore costo di funding rispetto a quanto ipotizzato precedentemente, porterà il margine di intermediazione a 43,7 milioni di euro (vs 42 milioni comunicati in data 5 maggio) a fine 2028, con un CAGR 25/28 del +6,9% (vs +5,5%). Per il 2026, si prevede un margine di intermediazione in aumento del +3,2% (pari a 36,9 milioni di euro) rispetto a quello registrato nel 2025 (35,8 milioni di euro), grazie alla prevista crescita degli impieghi del 12% YoY a circa 173,5 milioni di euro e nonostante il maggior costo della raccolta a seguito della prospettata uscita dal Gruppo bancario facente capo a Banca CF+, prevista a esito del pagamento del corrispettivo delle offerte pubbliche di acquisto e scambio promosse dalla medesima sulle azioni Banca Sistema.
In arco piano, la crescita dei ricavi è accompagnata dall'evoluzione del totale dei costi operativi che aumentano, oltre che per gli investimenti e per l'apertura di nuove filiali, anche per il previsto percorso di deconsolidamento dal Gruppo bancario, che prevede un aumento delle risorse concentrato nel 2026 e maggiori costi per servizi acquistati fuori da quest'ultimo. Pertanto, nel 2026 è previsto un aumento del Cost/Income ratio dal 61,2% del 2025 al 73,2%, mentre, in arco piano, si prevedono costanti miglioramenti di efficienza operativa, che porteranno il Cost/Income al 2028 in un intorno del 62,4% (vs 65% comunicato in data 5 maggio), non distante dal livello registrato a fine 2025.
Nel corso del Piano e in buona parte già nel 2026, è confermato e ulteriormente sviluppato il percorso di progressiva diversificazione delle fonti di funding. Il costo del funding, in aumento nel triennio 2026-2028, evolverà coerentemente con lo scenario dei tassi
di mercato e con gli spread ipotizzati a seconda delle varie forme tecniche. In arco piano, il Total Capital Ratio (TCR) su base consolidata (fuori dal Gruppo bancario) nell'ipotesi di applicazione della CRR3 si stima sia in media (su base trimestrale) superiore al 12%, rispetto al minimo regolamentare pari oggi all’8%.
Intanto, è stata perfezionata l'emissione della quinta Credit Linked Note (CLN) per un valore complessivo di 3,4 milioni di euro, destinata a investitori qualificati. La CLN è collegata a un portafoglio di crediti su pegno garantiti prevalentemente da beni in oro e prevede una cedola annua del 5,5% e una durata stimata compresa tra i sei e gli otto mesi.
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