Pietrasanta celebra i 30 anni di Gustavo Vélez: la città diventa museo a cielo aperto
Dall'11 giugno al 20 settembre la grande mostra diffusa "Le dimensioni dell'equilibrio" attraversa piazze, monumenti e il lungomare
(Teleborsa) - Non è soltanto una mostra celebrativa, ma il racconto di un legame lungo trent'anni tra un artista e una città che, insieme, hanno costruito un percorso di crescita reciproca. A Pietrasanta, dall'11 giugno al 20 settembre, Gustavo Vélez celebra tre decenni di carriera con "Le dimensioni dell'equilibrio", grande esposizione diffusa curata da Francesca Sborgi con il contributo di Eike Schmidt, che trasforma l'intero centro storico e il litorale in un unico itinerario espositivo, confermando ancora una volta il ruolo della città toscana come capitale internazionale della scultura contemporanea.
L'iniziativa assume un significato che va oltre l'anniversario artistico. È infatti la storia di un rapporto iniziato nel 1996, quando il giovane scultore colombiano sceglie Pietrasanta come luogo in cui approfondire le tecniche della lavorazione del marmo, entrando in contatto con le storiche maestranze locali. Da allora la città non è stata soltanto il suo laboratorio creativo, ma è diventata parte integrante della sua ricerca artistica, contribuendo alla maturazione di un linguaggio oggi riconosciuto a livello internazionale.
Proprio questa relazione viene restituita dalla mostra, che non si concentra in un unico spazio espositivo ma si sviluppa nei luoghi più rappresentativi della città: da Piazza Duomo al Complesso di Sant'Agostino, da Piazza Carducci a Piazza Statuto, fino a Piazza XXIV Maggio e al Pontile di Marina di Pietrasanta. Un percorso che mette in dialogo arte, architettura, paesaggio e identità urbana, trasformando le sculture in strumenti di lettura del territorio e offrendo ai visitatori un nuovo modo di attraversare e vivere gli spazi simbolo della città.
Le monumentali opere di Vélez sembrano sfidare la gravità: marmo, bronzo e acciaio si piegano, si torcono e si aprono in forme essenziali che evocano leggerezza e movimento, pur conservando tutta la forza della materia. Il tema dell'equilibrio diventa così molto più di un principio estetico: è il filo conduttore di una ricerca che riflette sul rapporto tra forma e spazio, tra geometria e percezione, tra tradizione scultorea e visione contemporanea. Le opere non occupano semplicemente la città, ma instaurano con essa un dialogo continuo, modificando prospettive e punti di vista e invitando il pubblico a riscoprire monumenti, piazze e scorci attraverso la lente dell'arte contemporanea.
Il progetto rappresenta anche un'importante operazione di valorizzazione del patrimonio urbano. Le sculture diventano parte del tessuto cittadino, accompagnando residenti e visitatori lungo un percorso che unisce il cuore storico di Pietrasanta al mare e rafforza la vocazione della città come laboratorio internazionale dove arte, artigianato e paesaggio convivono da decenni. La mostra restituisce così una narrazione unitaria del territorio, nella quale ogni luogo acquista una nuova dimensione grazie al dialogo con le opere.
Nato a Medellín nel 1975, Gustavo Vélez vive e lavora tra la Colombia e Pietrasanta. Dopo gli studi a Firenze e l'approdo in Versilia, il suo linguaggio si è progressivamente allontanato dalla figurazione per approdare a una ricerca astratta fondata sull'essenzialità delle forme e sull'equilibrio tra pieni e vuoti. Negli ultimi vent'anni ha esposto in America, Europa e Asia, con opere presenti in importanti collezioni internazionali, ed è stato invitato a manifestazioni di rilievo come la Triennale di Scultura di Bad Ragaz e Vaduz. Nel 2024 ha ricevuto il Premio Fratelli Rosselli per aver contribuito, attraverso la propria produzione artistica, a promuovere l'immagine di Pietrasanta nel mondo.
Con "Le dimensioni dell'equilibrio", la città celebra quindi non solo il percorso di uno dei protagonisti della scultura contemporanea internazionale, ma anche un modello virtuoso di collaborazione tra artista, territorio e tradizione manifatturiera, dimostrando come l'arte pubblica possa diventare uno strumento di valorizzazione culturale, identitaria e turistica capace di raccontare, attraverso le sue opere, la storia e il presente di uno dei luoghi simbolo della scultura mondiale.
(Foto: foto Nicola Gnesi )
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