Patuelli (ABI): biodiversità delle banche rafforza concorrenza, in Italia fanno più della loro parte
All'assemblea annuale
(Teleborsa) - "In Italia, a cominciare dal Mezzogiorno, crescono da mesi i prestiti bancari a famiglie e imprese, vi è più offerta che domanda di prestiti, anche per le incertezze e le crisi internazionali". Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI) all'assemblea annuale.
Patuelli concorda col Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nel ritenere utili le garanzie per "correggere fallimenti di mercato, riservando il sostegno pubblico alle aziende meritevoli con reali difficoltà di accesso ai finanziamenti e assicurando che il beneficio sia effettivamente trasferito ai prenditori". "Le garanzie hanno un ruolo accessorio: è indispensabile che le banche valutino sempre il merito creditizio", ha sottolineato.
Ricordando che, dal 2024, il Fondo Centrale di Garanzia, come indicato dalla Relazione annuale della Banca d'Italia, "ha reintrodotto il divieto di garantire i prestiti alle imprese classificate come più rischiose in base al modello di rating utilizzato dal Fondo", ha affermato che "allontanatasi la fase della pandemia e dei prestiti allora ampiamente garantiti, si constata che, sotto il controllo delle competenti Autorità, vi è stata un'ampia correttezza delle banche anche in quelle attività, con costi per lo Stato minori di quelli inizialmente previsti".
"Le banche hanno affrontato ogni tipo di crisi, hanno applicato in Italia tante riforme e hanno fatto in questi anni continui, ingenti rafforzamenti di capitale e riorganizzazioni più che in altre parti d'Europa, con il costruttivo ruolo dei Sindacati dei Bancari", ha sostenuto Patuelli in un altro passaggio, facendo anche notare che "le banche in Italia fanno più della loro parte, per senso di responsabilità, per la lotta costante ad ogni forma di illegalità, per gli interventi di solidarietà a famiglie e imprese innanzitutto per le calamità naturali, per il sostegno diretto e indiretto alle esigenze sociali e con livelli di tassazione superiori a quelli dovuti per l'art. 53 della Costituzione".
Secondo il presidente dell'ABI, "la biodiversità delle banche, tutte diverse, talune anche protagoniste in Europa, rafforza la concorrenza" e "difronte alla crescente interconnessione tra rischi geopolitici, economici, tecnologici e operativi, le banche debbono aggiornare ancor più rapidamente i modi d'operare per la stabilità finanziaria".
Allargando lo sguardo, Patuelli ha sostenuto che "necessitano misure che stimolino gli investimenti privati, con la migliore utilizzazione, sempre libera e responsabile, del risparmio che è opportuno venga attratto da investimenti produttivi e finanziari anche a medio e lungo termine, con la riduzione della pressione fiscale per i risparmiatori in proporzione alla durata: ciò sarebbe vantaggioso per i risparmiatori, che potrebbero ottenere maggiori rendimenti, e per gli Stati che, pur riducendo le aliquote fiscali in proporzione alla durata degli investimenti, avrebbero più introiti per la maggiore redditività degli investimenti del risparmio a medio lungo termine". Inoltre, "è urgente che la UE approvi i provvedimenti per l'Unione dei Risparmi e degli Investimenti".
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