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Grandi banche italiane, solidi risultati attenuano rischi derivanti da contesto operativo più difficile

L'analisi di Morningstar DBRS

Banche, Finanza, Rating
Grandi banche italiane, solidi risultati attenuano rischi derivanti da contesto operativo più difficile
(Teleborsa) - Le maggiori banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, BPER Banca e Banca Monte dei Paschi di Siena) hanno registrato un altro solido set di risultati nel secondo trimestre e nel primo semestre del 2026, sostenuti da utili consistenti e bilanci robusti nonostante la persistente incertezza macroeconomica e geopolitica. Lo afferma Morningstar DBRS in un'analisi sul tema.

L'utile netto aggregato ha raggiunto i 7,6 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2026, in crescita dell'1% su base annua e del 2% su base trimestrale, mentre l'utile netto del primo semestre è aumentato del 6% su base annua, o del 14% escludendo le voci straordinarie. I risultati includono Anima, Banca Popolare di Sondrio e Mediobanca, acquisite nel corso del 2025.

I ricavi totali sono aumentati del 15% su base annua nel secondo trimestre, sostenuti dalla crescita di tutte le fonti di reddito, e del 2% su base trimestrale, principalmente grazie al maggiore margine di interesse netto (NII) e ai proventi da commissioni. I ricavi core, comprendenti NII e commissioni nette, sono cresciuti dell'11% su base annua e del 3% su base trimestrale nel secondo trimestre. L'NII aggregato è aumentato del 9% su base annua e del 4% su base trimestrale nel secondo trimestre, beneficiando della crescita dei prestiti e del rinnovato supporto del contesto dei tassi di interesse. I ricavi netti da commissioni sono aumentati del 14% su base annua e dell'1% su base trimestrale, riflettendo i forti afflussi nel settore della gestione patrimoniale, la maggiore penetrazione dei prodotti assicurativi e la solida attività di consulenza e sui mercati dei capitali.

Le spese operative sono aumentate del 7% su base annua nel primo semestre, principalmente a causa dei costi relativi alle acquisizioni e dei continui investimenti in tecnologia e digitalizzazione. Ciononostante, l'efficienza operativa è migliorata, con un rapporto costi/ricavi medio sceso al 39,5% dal 42,3% del primo semestre del 2025.

Nel secondo trimestre, gli accantonamenti per perdite su crediti sono aumentati del 19% su base annua e del 12% su base trimestrale, a testimonianza della continua prudenza delle banche in un contesto operativo meno favorevole. Il costo del rischio medio annualizzato si è attestato a 27 punti base nel primo semestre, rimanendo significativamente al di sotto delle medie storiche del settore. La qualità degli attivi è rimasta solida, nonostante un contesto di crescita economica moderata e di persistente incertezza macroeconomica. Lo stock complessivo di crediti deteriorati è diminuito dell'1% alla fine di giugno 2026 rispetto alla fine del 2025, pur registrando un modesto aumento dell'1% su base trimestrale. Grazie alla crescita dei prestiti e al miglioramento degli accantonamenti, i ratio medi lordi e netti di crediti deteriorati sono migliorati, attestandosi rispettivamente al 2,2% e all'1,1% alla fine di giugno.

La capitalizzazione è rimasta solida, sostenuta da una sana generazione di utili e da una crescita disciplinata del bilancio. Il CET1 ratio medio del settore si è attestato al 14,6% alla fine di giugno, in leggero calo rispetto al 14,7% di fine 2025, ma in aumento rispetto al 14,5% del trimestre precedente, nonostante le consistenti distribuzioni di dividendi, i riacquisti di azioni proprie, le acquisizioni e i programmi di investimento in corso.

"Le banche italiane continuano a beneficiare di un forte slancio commerciale e di flussi di ricavi sempre più diversificati, che consentono loro di conseguire solidi utili nonostante un contesto geopolitico ed economico più incerto - ha affermato Andrea Costanzo, Vice President, European Financial Institution Ratings - Sebbene sia improbabile che le condizioni del credito rimangano favorevoli come negli ultimi anni, gli ingenti accantonamenti, la liquidità e i cuscinetti di capitale pongono il settore in una posizione favorevole per affrontare un contesto operativo potenzialmente più difficile".

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