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Borse europee ancora deboli tra tensioni geopolitiche e rialzi dei tassi

La seduta

Commento, Finanza, Spread
Borse europee ancora deboli tra tensioni geopolitiche e rialzi dei tassi
(Teleborsa) - Seduta in rosso per le Borse europee, con il petrolio Brent che tratta a 94 dollari al barile, raggiungendo il livello più alto in quasi sei settimane, a causa della ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, che ha rinnovato le preoccupazioni sui rischi per l'approvvigionamento in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno lanciato una seconda ondata di attacchi in tre giorni contro obiettivi delle Guardie Rivoluzionarie, con Trump che ha avvertito che se Teheran reagirà, verrà colpita "a un livello molto più alto e con maggiore violenza". Continua la salita dei rendimenti obbligazionari a livello globale, che in diversi paesi stanno raggiungendo nuovi massimi decennali o ventennali, con la ripresa dei combattimenti tra Stati Uniti e Iran e l'impennata dei prezzi del petrolio.

Sul fronte della banche centrali, la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha alzato il tasso di interesse ufficiale di 25 punti base, portandolo al 2,75%, come previsto. La RBNZ ha preannunciato ulteriori rialzi, ma ha sottolineato i rischi al ribasso per l'economia. La Banca centrale europea non deve esitare ad aumentare ulteriormente i tassi di interesse se l'inflazione "inizia a muoversi nella direzione sbagliata", ha dichiarato al Financial Times Gabriel Makhlouf, membro del Consiglio direttivo. Ieri è emerso che nell'eurozona l'inflazione di agosto è salita al 3,3% su base annua, al di sopra del consensus del 3,2% e in aumento rispetto al 2,9% precedente, mentre l'indice core è sceso al 2,4%, al di sotto del consensus e precedente al 2,5%.

Tra le notizie societarie, Lottomatica e Cirsa Enterprises hanno raggiunto un accordo per una fusione interamente in azioni, in base alla quale Lottomatica assorbirà Cirsa tramite una fusione transfrontaliera, con gli azionisti di Cirsa che riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni azione Cirsa. L'operazione è supportata da Blackstone, azionista di maggioranza di Cirsa, e dai principali dirigenti, che si sono impegnati a votare a favore. Il titolo della società italiana è crollato in Borsa, ma i vertici hanno cercato di tranquillizzare il mercato sottolineando che la traiettoria di crescita e il modello non cambieranno.

Sul fronte macroeconomico, secondo i dati ISTAT, a luglio i prezzi alla produzione dell'industria in Italia sono aumentati del 2,4% su base mensile (flat a giugno) e del 7,8% su base annua (era +5,8% a giugno).

L'Euro / dollaro USA è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,158. Nessuna variazione significativa per l'oro, che scambia sui valori della vigilia a 4.332,1 dollari l'oncia. Vendite diffuse sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che continua la giornata a 89,42 dollari per barile.

Invariato lo spread, che si posiziona a +82 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si attesta al 4,21%.

Nello scenario borsistico europeo fiacca Francoforte, che mostra un piccolo decremento dello 0,49%, discesa modesta per Londra, che cede un piccolo -0,31%, e pensosa Parigi, con un calo frazionale dello 0,29%.

Sosta sulla parità la Borsa di Milano, con il FTSE MIB che si attesta a 51.833 punti; sulla stessa linea, resta piatto il FTSE Italia All-Share, con le quotazioni che si posizionano a 54.411 punti. In discesa il FTSE Italia Mid Cap (-0,71%); come pure, poco sotto la parità il FTSE Italia Star (-0,36%).

In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Amplifon (+2,08%), STMicroelectronics (+1,95%), Prysmian (+1,75%) e Leonardo (+1,08%).

Le più forti vendite, invece, si manifestano su Lottomatica, che prosegue le contrattazioni a -9,69%. Preda dei venditori Stellantis, con un decremento del 2,55%. Si concentrano le vendite su Saipem, che soffre un calo del 2,49%. Vendite su Azimut, che registra un ribasso dell'1,69%.

Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, Tamburi (+1,23%), Technoprobe (+1,00%), Comer Industries (+0,85%) e Philogen (+0,66%).

Le più forti vendite, invece, si manifestano su Ascopiave, che prosegue le contrattazioni a -2,81%. Seduta negativa per De' Longhi, che mostra una perdita del 2,64%. Sotto pressione Maire, che accusa un calo del 2,49%. Scivola Technogym, con un netto svantaggio dell'1,96%.
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