Petrolio in calo, ma Brent resta sopra i 94 dollari
Intesa Sanpaolo: divario tra aspettative geopolitiche e flussi fisici.
(Teleborsa) - Il prezzo del petrolio è in calo, con il WTI sceso a 89,91 dollari al barile (-1,2%) e il Brent quotato a 94,35 dollari (-1,38%). Secondo un'analisi di Intesa Sanpaolo, il focus resta sulla differenza tra le aspettative geopolitiche di escalation, che mettono pressione sui prezzi, e i flussi fisici effettivamente in transito, "perché la materia prima petrolifera è abbondante".
L'analisi segnala un aggiornamento significativo sul divario tra traffico AIS e stime statunitensi dei barili transitati attraverso lo Stretto di Hormuz. Ieri il segretario all'Energia Usa Chris Wright ha dichiarato che lunedì 31 agosto sarebbero transitati circa 17 milioni di barili di greggio, "il dato USA più elevato dall'inizio delle restrizioni legate alla guerra", pari a un incremento di circa l'89% rispetto alla precedente indicazione di 9 milioni di barili al giorno. Il dato contrasta però nettamente con il traffico visibile via AIS rilevato da Kpler: martedì 1° settembre risultavano solo 4 navi cargo in transito, contro le 10 di lunedì e una media degli ultimi dieci giorni di circa 13, un calo "del -60% giorno su giorno e circa il -69% rispetto alla media recente".
Secondo Intesa Sanpaolo, questo "rafforza ulteriormente l'ipotesi che il dark traffic sia determinante per interpretare i flussi", con fonti Usa che sostengono il passaggio di circa 30 navi per notte, un numero molto superiore a quanto rilevato dal tracking indipendente. Se confermata, la stima Usa avvicinerebbe i flussi effettivi ai circa 15 milioni di barili al giorno che transitavano normalmente da Hormuz nel 2025. Nonostante ciò, conclude l'analisi, "il Brent rimane a 95 Usd/b".
Sul fronte del conflitto, l'esercito del Kuwait ha dichiarato giovedì di essere stato oggetto di attacchi missilistici e con droni provenienti dall'Iran, diretti contro basi statunitensi nel Paese, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana IRIB. L'attacco arriva il giorno dopo le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump, secondo cui la ripresa delle ostilità non durerà "troppo a lungo": "Non credo che la guerra durerà ancora a lungo... Non so quanto altro l'Iran possa sopportare", ha detto Trump ai giornalisti, definendo gli attacchi americani di martedì contro l'Iran "un attacco molto pesante" e aggiungendo che gli Stati Uniti sono pronti per ulteriori operazioni militari "ogni volta che lo vorremo".
(Foto: © Artem Egoro / 123RF)
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