Adobe, la crescita rallenta e torna l’ombra dell’AI
(Teleborsa) - Seduta trascurata per Adobe Systems che mostra un timido -0,08%, dopo che la previsione sul fatturato del quarto trimestre, nella sua parte centrale, è risultata inferiore alle aspettative.
Adobe ha lanciato un nuovo segnale d’allarme agli investitori sull’impatto dell’intelligenza artificiale. La società ha previsto per il prossimo trimestre ricavi tra 6,8 e 6,85 miliardi di dollari, una forchetta che ha mancato di poco le stime medie di Wall Street. L’utile adjusted atteso è invece compreso tra 6,30 e 6,35 dollari per azione, in linea con le previsioni.
Il titolo ha perso circa il 2% negli scambi after-hours, dopo essere già sceso del 29% dall’inizio dell’anno.
Il timore degli investitori è che i nuovi strumenti di AI generativa possano ridurre la domanda per i software tradizionali di Adobe, come Photoshop, rendendo più semplice e meno costosa la creazione di contenuti digitali. La società cerca di reagire puntando proprio sull’AI: i ricavi ricorrenti annuali dei prodotti “AI-first” sono cresciuti di oltre il 150% nell’ultimo trimestre e Adobe ha superato il miliardo di utenti attivi mensili.
Nel terzo trimestre, i ricavi sono aumentati del 13% a 6,76 miliardi di dollari, mentre l’utile adjusted ha raggiunto 6,13 dollari per azione, battendo le attese degli analisti.
A complicare il quadro c’è anche il cambio ai vertici. Anil Chakravarthy diventerà CEO dal 1° dicembre, succedendo a Shantanu Narayen, mentre l’azienda è ancora alla ricerca di un nuovo direttore finanziario.
Per Adobe, la sfida è quindi duplice: dimostrare che l’AI non sta erodendo il suo storico business creativo e convincere il mercato che la nuova strategia possa rilanciare la crescita.
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