(Teleborsa) - La
BCE ha annunciato ieri un
rialzo dei tre tassi di interesse di riferimento di 25 punti base, come largamente previsto, ma questo
potrebbe non essere l'ultimo ritocco all'insù del costo del denaro quest'anno e si intensificano le scommesse per ulteriori rialzi dei tassi a ottobre e dicembre.
Navigare l'incertezza...
In conferenza stampa,
Lagarde ha adottato un tono "restrittivo" (hawkish), confermando che l’inflazione rimarrà "ben al di sopra del target per prolungato periodo di tempo" ed indicando che i
rischi per l'inflazione sono
"orientati al rialzo". Pur affermando che la BCE è "attrezzata per navigare l'incertezza", la numero uno dell'Istituto di Francoforte non ha nascosto che il
Board resta pronto a tutto e potrebbe modificare le sue decisioni repentinamente al modificarsi del quadro di riferimento.
Probabili rialzi dei tassi a ottobre e dicembre
I funzionari dell'Eurotower, secondo quanto riferito da fonti anonime a Bloomberg, starebbero valutando un
nuovo rialzo dei tassi per il prossimo meeting di ottobre, ritenendo che "potrebbe essere necessaria una politica monetaria più restrittiva per contenere l'inflazione, che si mantiene al di sopra del 3%". Tuttavia, le
scommesse su tre rialzi dei tassi potrebbero rivelarsi
"aggressive", mentre
dicembre viene considerato un periodo
più propizio per un rialzo dei tassi, dato che in quell'occasione saranno aggiornate le previsioni economiche sino al 2029.
Le scommesse di mercato
Le scommesse del Al momento, i
mercati scontano almeno un
altro rialzo dei tassi entro l'anno e le scommesse su ottobre si stanno intensificando: l'ECB Watch Tool segnala al momento una probabilità del
61% di un rialzo di 25 punti del tasso sui depositi al 2,75% per il mese di
ottobre, mentre c'è una probabilità del
48,8% di un rialzo di
50 punti entro dicembre al 3%.
E la view degli analisti
"Questo rialzo dei tassi non è semplicemente una misura assicurativa. Le prospettive sull’inflazione sono peggiorate nel corso dell’estate. Gli shock dal lato dell’offerta non solo si stanno moltiplicando, ma è sempre più probabile che anche la domanda stia contribuendo all’inflazione. In questo contesto, la BCE potrebbe dover entrare in
territorio restrittivo e, in questa fase,
non può escludere ulteriori rialzi dei tassi", commenta Sylvain Broyer, Chief Emea Economist di
S&P Global Ratings.
"Salvo una prolungata escalation del conflitto con l’Iran, ci attendiamo un
ulteriore rialzo a dicembre, ma non ulteriori aumenti nel prossimo anno: il rialzo dei rendimenti obbligazionari sta già irrigidendo le condizioni finanziarie, le aspettative di inflazione restano contenute e non vi sono ancora segnali significativi di effetti di secondo impatto alimentati dalla crescita dei salari", conviene Martin Wolburg, senior economist di
Generali Investments.
Per Konstantin Veit, Portfolio Manager di
PIMCO, "il mercato attualmente si attende un tasso terminale della BCE intorno al 3,25%", ma si ritiene che "i rischi siano orientati verso un
numero inferiore di rialzi" e che "andare oltre probabilmente dividerebbe il gruppo (Consiglio direttivo) e incontrerebbe maggiori resistenze", poiché "ulteriori rialzi porterebbero i tassi di riferimento al di sopra del limite superiore delle stime della BCE relative al
tasso neutrale e richiederebbero probabilmente prezzi dell’energia più elevati e più persistenti, evidenze di effetti di secondo impatto sui salari o un disancoraggio delle aspettative di inflazione".
Anche Nicolas Forest, CIO di
Candriam, segnala che "i
mercati potrebbero già essersi
spinti troppo oltre", "scontando circa 50 punti base di ulteriore inasprimento", e ritiene che "tale previsione appaia eccessiva". "A meno che le prospettive di inflazione non peggiorino ulteriormente o l’Europa non debba affrontare un altro grave shock energetico, - afferma - la soglia per un inasprimento oltre quanto già scontato dal mercato rimane elevata. Ciò rende le valutazioni dei mercati obbligazionari sempre più attraenti".
Andrea Campisi, Senior Investment Manager di
Pictet Asset Management, evidenzia che "la crescita economica, sebbene dimostratasi resiliente in un contesto d’incertezza geopolitica, potrebbe essere rallentata dall’elevato livello dei
tassi, oggi al di sopra del corridoio definito neutrale dalla BCE a fine 2025
(1.75%-2.25%) e dai prezzi dell’energia, con possibili impatti sulla domanda di credito, consumo ed investimenti".