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BofA, sentiment gestori in calo. Andamento disordinato dei bond scavalca bolla AI tra i rischi

Il sondaggio mensile

Finanza
BofA, sentiment gestori in calo. Andamento disordinato dei bond scavalca bolla AI tra i rischi
(Teleborsa) - Il sentiment dei fund manager a livello globale mostra a settembre 2026 un ridimensionamento rispetto ai livelli di forte ottimismo registrati ad agosto (il terzo valore più ottimistico dal 2022), scendendo al livello più basso degli ultimi tre mesi. È quanto emerge dal consueto "Global Fund Manager Survey" di Bank of America (BofA), a cui hanno partecipato 170 operatori con asset under management (AUM) per 470 miliardi di dollari. Il sondaggio evidenzia come la convinzione degli investitori riguardo a un boom macroeconomico e a investimenti (capex) sostenuti nell'AI rimanga solida, pur segnalando rischi crescenti legati a un andamento disordinato del mercato obbligazionario e a una vittoria schiacciante dei Democratici alle elezioni di metà mandato. La quota di liquidità nei portafogli monitorati dal sondaggio è salita dal 3,5% al ??3,9%, registrando il maggior incremento mensile dal marzo 2026.

Interpellati sullo scenario più probabile per l'economia globale nei prossimi 12 mesi, la maggioranza degli investitori (55%) prevede ancora uno scenario di "no landing", sebbene in lieve calo rispetto al massimo storico del 56% registrato ad agosto. Il 38% si attende un "soft landing" (in crescita dal 34%), mentre solo il 2% prevede un "hard landing" (tornando al minimo storico osservato nel luglio 2026).

Le aspettative sull'inflazione hanno invertito la rotta a settembre: una quota netta del 4% prevede un'inflazione globale in calo (contro una quota netta del 3% che si aspettava un aumento). Parallelamente, gli investitori hanno incrementato le aspettative di tassi più elevati: una quota netta del 36% prevede tassi a breve termine in rialzo, il dato più alto dal settembre 2022. Riguardo all'attuale orientamento della politica monetaria globale, una quota netta del 25% degli investitori ritiene che la politica monetaria sia eccessivamente espansiva, il livello più elevato dal settembre 2022.

Alla domanda se la Fed alzerà i tassi prima delle elezioni di metà mandato negli USA a novembre, il 52% ha risposto negativamente (un netto calo rispetto al 72% di agosto), mentre il 41% ha risposto affermativamente (in aumento rispetto al 22%). Quanto all'impatto più probabile della decisione del Tesoro USA di raddoppiare il volume dei riacquisti di titoli di stato (buyback) nel periodo tra il 9 settembre e il 4 novembre, il 46% degli investitori non prevede effetti sui rendimenti dei titoli, mentre il 29% si aspetta un loro rialzo.

Il principale tail risk a settembre è rappresentato da un "rialzo disordinato dei rendimenti obbligazionari" (33%), che prende il posto della "bolla dell'AI" (scesa dal 32% al 28%), fattore che guidava la classifica il mese precedente.

Una quota crescente, pari al 79%, degli investitori non prevede che uno degli hyperscaler attivi nell'AI annunci un taglio delle spese in conto capitale (capex) quest'anno; la percentuale è in aumento rispetto al 71% di agosto. Solo il 14% si aspetta un taglio delle capex legate all'AI nel corso dell'anno. Il 33% (dato netto) degli investitori ritiene che le aziende stiano investendo eccessivamente, tornando così al livello record registrato l'ultima volta nel febbraio 2026.

Le spese in conto capitale degli hyperscaler dell'AI continuano a essere considerate la fonte più probabile di un evento creditizio sistemico (secondo il 42% degli intervistati). Il debito pubblico è salito al secondo posto tra le cause più probabili (25%).

A settembre, il 53% degli investitori ha indicato la posizione "long" sui semiconduttori a livello globale come l'operazione più affollata (dato invariato rispetto al mese precedente). La posizione "short" sui titoli del Tesoro USA si colloca al secondo posto (18%).

Riguardo alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti (dove i Repubblicani detengono attualmente la maggioranza sia alla Camera che al Senato), gli investitori ritengono che lo scenario più probabile sia una situazione di divisione, con Camera a maggioranza democratica e Senato a maggioranza repubblicana (44%). Le aspettative per una vittoria democratica su entrambi i fronti (Camera e Senato) sono salite al 31%, rispetto al 23% precedente. Interpellati sulla reazione del mercato a una vittoria democratica su entrambi i fronti, il 45% degli investitori prevede un rialzo dei rendimenti obbligazionari e un calo delle azioni. Un altro 19% si aspetta un calo dei rendimenti obbligazionari e un rialzo delle azioni, mentre il 13% prevede un calo sia dei rendimenti obbligazionari che delle azioni. Solo il 4% ipotizza uno scenario di "boom", caratterizzato da un rialzo sia dei rendimenti obbligazionari che delle azioni.
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