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Impresa e risparmio: insieme c’è crescita

Istituzioni, industria e accademia a confronto nell’evento AIPB-CASMEF LUISS

Economia
Impresa e risparmio: insieme c’è crescita
(Teleborsa) - Mobilitare il risparmio privato verso il finanziamento dell’economia reale per innescare una nuova stagione di crescita in Italia e in Europa. È questo il tema centrale dell’evento "Risparmio e impresa: nuove traiettorie per la crescita", organizzato dall’Associazione Italiana Private Banking (AIPB) e dal Centro Arcelli per gli Studi Monetari E Finanziari (CASMEF) della LUISS, presso la sede dell’Università a Roma.

L’incontro e il Rapporto CASMEF, oggetto della presentazione, propongono, per la prima volta, una lettura integrata di due mondi – risparmio delle famiglie e sistema produttivo – finora analizzati separatamente, ma il cui destino è indissolubilmente legato alla crescita del sistema Paese e dell’Unione Europea.

I lavori, aperti con il saluto di benvenuto di Stefano Manzocchi (Prorettore per la Ricerca e la Terza Missione, LUISS), sono proseguiti con la presentazione di Andrea Ragaini (Presidente AIPB), dal titolo "Impresa e risparmio: due potenziali da attivare per la crescita dell’Europa", e la presentazione del Rapporto CASMEF LUISS "Il capitale di rischio e la crescita economica in Italia e in Europa", illustrato dagli autori, illustrato dagli autori, il prof. Giorgio Di Giorgio e i ricercatori Federico Guerra e Giuseppe Zito (CASMEF LUISS). Al dibattito che ne è seguito hanno preso parte figure di spicco delle istituzioni e dell’industria: Angelo Camilli (Vice Presidente per il Credito, la Finanza e il Fisco, Confindustria), l’On. Giulio Centemero (Capogruppo Lega, VI Commissione Finanze, Camera dei Deputati), Lilia Cavallari (Presidente UPB), Nadia Linciano (Segretario Generale CONSOB), l’On. Luigi Marattin (Capogruppo Gruppo Misto, V Commissione permanente Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera) e Pietro Reichlin (Professore Ordinario di Economia, LUISS). Le conclusioni sono state affidate a Sergio Fabbrini (Professore Emerito di Scienza Politica, LUISS).

Angelo Camilli, Vice Presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco: "Il Rapporto LUISS presentato oggi mette in evidenza una grande opportunità per la crescita italiana: oltre 6.000 miliardi di euro di attività finanziarie delle famiglie, di cui oltre 1.500 miliardi ancora mantenuti in forma liquida. Mobilitare anche solo una parte di queste risorse verso l’economia reale può rappresentare una leva importante per rafforzare la capacità delle imprese di investire, crescere e innovare. Come Confindustria, riteniamo che la crescita abbia bisogno anche di capitali pazienti e che sia necessario rafforzare il collegamento tra risparmio e impresa, mobilitando il risparmio privato e previdenziale verso il sistema produttivo e infrastrutturale domestico. Patrimonializzazione e diversificazione delle fonti di finanziamento sono centrali per sostenere gli investimenti, la crescita dimensionale, l’accesso ai mercati dei capitali e i processi di aggregazione. Abbiamo stimato che, mobilitando verso l’economia domestica solo l’1% dei risparmi delle famiglie oggi detenuti su conti correnti e depositi e il 2,5% delle risorse degli enti previdenziali, si potrebbe attivare un flusso di circa 25 miliardi di euro: una vera manovra. La Legge di Bilancio 2027 può contribuire a creare le condizioni per questo obiettivo, con incentivi strutturali e stabili alla capitalizzazione e misure capaci di favorire l’incontro tra risparmio e impresa. Ma per mobilitare più risorse dobbiamo anche aumentare le opportunità di investimento, accompagnando soprattutto PMI e mid cap a rafforzare governance, competenze e capacità di aprirsi al capitale esterno. Solo così possiamo trasformare il risparmio in investimenti produttivi e sostenere una crescita più solida e duratura".

Prof. Giorgio Di Giorgio, Direttore CASMEF LUISS: "L’Italia ha ancora molto risparmio ma le famiglie allocano relativamente poche risorse ad investimenti in capitale di rischio, in particolare nelle piccole e medie imprese. Occorre lavorare sull’ educazione finanziaria e spingere per una crescita della previdenza integrativa e del contributo degli investitori istituzionali, tra cui assicurazioni e fondi pensione, all’economia reale del paese. Lo studio introduce alcune proposte che mirano ad estendere il coinvolgimento dei cittadini negli investimenti e nella previdenza integrativa, oltre che a stimolare la partecipazione dei giovani ai mercati finanziari, con un’ottica di lungo termine. Sono infine auspicabili l’attuazione più rapida dei provvedimenti normativi nonché un quadro semplificato e più stabile degli incentivi".

Andrea Ragaini, Presidente di AIPB, ha dichiarato "Per tornare a crescere occorre valorizzare appieno due grandi risorse che già abbiamo: impresa e risparmio. La consulenza finanziaria e patrimoniale può agire su un potenziale molto ampio: 88.000 imprese e 12 milioni di famiglie. È in questo spazio che il Private Banking può esprimere un ruolo distintivo, mettendo a disposizione un modello di servizio continuativo che integra impresa e patrimonio. Per le imprese significa ampliare le alternative di finanziamento, aprirsi a nuovi capitali, rafforzare la governance e preparare per tempo continuità e trasmissione. Per le famiglie, il percorso passa da una gestione più evoluta del patrimonio: distinguere la liquidità necessaria da quella che può essere investita, allungare l’orizzonte e dare più spazio agli asset di crescita, mantenendo il giusto equilibrio con la protezione" - ha proseguito poi Ragaini – "Il Private Banking gestisce 1.400 miliardi di euro, di cui il 30% fa capo a imprenditori: impresa e patrimonio personale entrano quindi spesso nella stessa relazione di consulenza. Un dialogo che genera anche conoscenza: il 91% dei nostri clienti dichiara di aver migliorato le proprie competenze finanziarie grazie al confronto con il private banker. È la prova concreta del valore di una consulenza costruita nel tempo, soprattutto nei momenti in cui la ricchezza cambia forma: quando il risparmio diventa investimento, quando il patrimonio finanzia nuovi progetti, quando l’impresa affronta un passaggio generazionale. Accompagnare bene questi passaggi significa preservare il valore costruito e creare le condizioni perché continui a crescere".

La relazione del Presidente AIPB Andrea Ragaini: imprese e risparmio, le due leve da attivare per la crescita
Due grandi risorse per tornare a crescere
Nella sua relazione, il Presidente AIPB Andrea Ragaini ha richiamato la necessità per l’Europa di tornare a crescere e investire di più. Dal 2000 al 2024 il PIL degli Stati Uniti è quasi triplicato, mentre quello europeo è cresciuto di 1,4 volte. Per sostenere la transizione energetica, l’innovazione tecnologica e la difesa comune, le esigenze annuali di investimento dell’Europa sono stimate in quasi 1.200 miliardi di euro.

Per affrontare questo divario, l’Europa può contare su due grandi risorse ancora non pienamente valorizzate: le imprese e il risparmio delle famiglie. Le PMI generano il 56% del valore aggiunto dell’economia europea, contro il 39% negli Stati Uniti, mentre le famiglie europee detengono circa 40.000 miliardi di euro di ricchezza, con una propensione al risparmio del 15%. Una parte di questo risparmio può diventare il capitale paziente di cui le imprese hanno bisogno per crescere: oggi, tuttavia, questo passaggio avviene ancora in misura limitata.

Imprese: diversificare, aprire, preparare
Sul fronte delle imprese, Ragaini ha individuato tre transizioni decisive per restare competitive: generazionale, energetica e digitale e tecnologica. A queste trasformazioni si accompagna una crescita della produttività europea ancora troppo lenta, in un contesto segnato da ritardi nella digitalizzazione, dalla regolamentazione e da fattori legati al sistema Paese.

L’analisi AIPB-Prometeia su 450 bilanci mostra, tuttavia, che esistono scelte strategiche associate a migliori performance di crescita: diversificare le fonti di finanziamento, aprire il capitale e pianificare per tempo la continuità aziendale. Le imprese che adottano questi comportamenti registrano differenziali medi di crescita del fatturato nel triennio 2022-2024 rispettivamente del +106%, +46% e +64% rispetto alle altre. Eppure, più di un imprenditore su tre non si è mai posto il tema della diversificazione delle fonti di finanziamento e strumenti come Private Equity, Minibond e Club Deal restano ancora poco conosciuti.

Risparmio: dalla protezione alla crescita
Anche il risparmio è attraversato da profondi cambiamenti. Longevità e invecchiamento, nuovi assetti familiari e sociali e arretramento del welfare modificano i bisogni delle famiglie e impongono al patrimonio di assolvere a funzioni nuove e per periodi più lunghi. La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ha raggiunto 6.488 miliardi di euro nel 2025, ma negli ultimi vent’anni è cresciuta a un tasso medio annuo del 2,6% in termini nominali e di appena lo 0,7% in termini reali. Emerge quindi la necessità di strategie capaci non soltanto di conservare il patrimonio, ma di proteggerne e accrescerne il valore reale nel tempo. I portafogli delle famiglie restano infatti molto difensivi e poco orientati alla crescita: il 63% indica come priorità la sicurezza di non perdere il capitale e solo il 15% il rendimento di lungo periodo.

Questo si traduce in una struttura dei portafogli dove la liquidità pesa per il 36% (11% negli USA) e i Titoli di Stato per l’8%, mentre le azioni rappresentano appena il 3% (30% negli USA). Una simulazione AIPB evidenzia gli effetti nel lungo periodo: 10.000 euro investiti trent’anni fa sarebbero diventati circa 20.800 euro in un portafoglio di sola liquidità, contro oltre 90.000 euro in un portafoglio orientato alla crescita. A questo si aggiunge un deficit di protezione, che può contribuire a mantenere elevata la liquidità detenuta a fini precauzionali: con 427 euro di premi danni pro capite, l’Italia si colloca all’ultimo posto tra i Paesi europei considerati. Diventa quindi necessario allargare lo sguardo dal solo portafoglio finanziario all’intero patrimonio familiare, per riconoscere fragilità e concentrazioni, distinguere le risorse da mantenere liquide da quelle investibili nel lungo periodo e integrare investimenti, immobili e partecipazioni d’impresa in una strategia unitaria.

La consulenza per mettere in relazione impresa e risparmio
È nell’incontro tra questi due potenziali – impresa e risparmio – che Ragaini ha individuato il ruolo strategico della consulenza finanziaria e patrimoniale. Una platea potenziale che comprende, sul fronte delle imprese, 88.000 aziende con più di 10 addetti e una relazione bancaria già attiva sul finanziamento e, sul fronte del risparmio, 12 milioni di famiglie con oltre 50.000 euro di ricchezza finanziaria investibile, che rappresentano complessivamente 3.500 miliardi di euro.

Il Private Banking dispone già di una posizione privilegiata per svolgere questa funzione di raccordo: gestisce 1.400 miliardi di euro, di cui il 30% fa capo a imprenditori, attraverso un modello di servizio fondato sulla continuità della relazione e sulla fiducia. Un ruolo che produce effetti anche sul piano delle competenze: il 91% dei clienti dichiara di aver migliorato la propria competenza finanziaria grazie agli scambi con il private banker.

Il Rapporto CASMEF LUISS: dal paradosso del risparmio alle proposte per ampliare la partecipazione agli investimenti
Il paradosso del risparmio italiano
Il Rapporto CASMEF LUISS ("Il capitale di rischio e la crescita economica in Italia e in Europa. Il ruolo della consulenza finanziaria tra vincoli e opportunità") parte dal "paradosso del risparmio italiano": a fronte di oltre 6.000 miliardi di euro di attività finanziarie delle famiglie, circa 1.600 miliardi restano liquidi sui conti correnti, mentre meno dello 0,7% è investito in azioni quotate di imprese italiane. Una ricchezza privata ingente che fatica, dunque, a trasformarsi in capitale per sostenere la crescita e la competitività del sistema produttivo.

Il Rapporto individua limiti strutturali che agiscono sia sul fronte delle imprese sia su quello dei risparmiatori. Le imprese italiane restano fortemente dipendenti dal credito bancario e mostrano una limitata propensione ad aprire il proprio capitale, in un mercato caratterizzato da costi e oneri di quotazione e da ruolo crescente svolto dal settore del private equity, spesso utilizzato in modo alternativo e non complementare alla quotazione in borsa. Sul fronte del risparmio pesano invece lo spiazzamento esercitato dal debito pubblico, il limitato investimento nel capitale di imprese domestiche, non solo da parte dei risparmiatori ma anche da parte degli investitori istituzionali e una cultura finanziaria ancora poco sviluppata.

La consulenza come leva per l’economia reale
In questo scenario, la consulenza finanziaria di qualità rappresenta una delle leve strategiche per avvicinare risparmio ed economia reale. Il Private Banking ne offre un’evidenza concreta: il suo contributo integrato all’economia reale ha raggiunto circa 168 miliardi di euro a fine 2024, il 39% in più rispetto al 2018. Inoltre, oltre l’83% delle azioni di società italiane quotate detenute dalle famiglie fa capo a clienti Private, un dato che evidenzia la capacità della consulenza di intercettare opportunità di investimento anche sul mercato dei capitali domestico, affiancandole a quelle offerte dai mercati internazionali. La consulenza professionale può così favorire portafogli diversificati e orientati al lungo periodo, contribuendo al tempo stesso a rafforzare il collegamento tra risparmio privato e capitale per la crescita delle imprese italiane.

Tre proposte per ampliare la partecipazione agli investimenti
Il Rapporto indica quindi alcune priorità per favorire questo processo: un quadro normativo stabile, incentivi semplici e duraturi, l’accrescimento costante del livello di educazione finanziaria, la valorizzazione della consulenza di qualità e l’introduzione di strumenti capaci di ampliare la base degli investitori.

Per mobilitare in modo più capillare il risparmio privato e avvicinare una platea più ampia di cittadini agli investimenti di lungo periodo, anche attraverso nuovi incentivi alla previdenza integrativa, il Rapporto avanza tre proposte, basate su meccanismi semplici e automatici e sull’utilizzo di infrastrutture tecnologiche già esistenti:
1. Micro-risparmio automatico dai consumi – un meccanismo volontario che trasforma una piccola quota delle transazioni digitali in investimenti destinati alle PMI e all’economia reale del paese.
2. Fondo di 'Cash Forward' previdenziale – un sistema che collega automaticamente i consumi pagati con moneta elettronica alla costruzione di una posizione previdenziale individuale, grazie ad un incentivo fiscale di destinazione pubblica dell’1% del corrispondente gettito iva generato.
3. Dote studentesca per il risparmio di lungo periodo – un contributo pubblico annuale destinato agli studenti universitari e investito in una posizione individuale di lungo periodo, con l’obiettivo di favorire fin da giovani la familiarità con il risparmio e i mercati finanziari.

Il filo conduttore è porre le basi di un modello di "capitalismo popolare" più inclusivo, capace di ampliare la partecipazione dei cittadini agli investimenti e di trasformare gradualmente una quota maggiore del risparmio da riserva inattiva a risorsa per le imprese, l’innovazione e le nuove generazioni.
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