Spread sui titoli francesi oltre quota 100 per la prima volta dal 2012, pressione anche sui BTP
Cosa succede sull'obbligazionario
(Teleborsa) - È tornata forte la pressione sui titoli di Stato nella giornata di venerdì, mentre gli investitori monitoravano le novità sul fronte geopolitico e digerivano le importanti decisioni delle banche centrali di questa settimana.
A far peggio di tutti nella giornata odierna sono stati i rendimenti dei titoli di stato francesi a 10 anni (OAT), che sono saliti di 12 punti base, attestandosi al 4,56%; ciò ha portato lo spread sui pari titoli tedeschi a 10 anni (Bund) sopra quota 100 punti base, un livello che non si registrava dal luglio 2012.
"Dopo il parziale recupero di ieri, tornano a prevalere le vendite sul mercato secondario dei titoli di Stato, con il mercato che cerca di allineare le quotazioni di mercato alle indicazioni arrivate dalle principali banche centrali nelle recenti riunioni - affermano gli analisti di Intesa Sanpaolo - L'aumento odierno dei rendimenti è accompagnato anche da un allargamento dei differenziali di rendimento all'interno dell’Eurozona che vede penalizzati i BTP rispetto ai Bund".
La pressione è stata forte anche sui BTP decennali, i cui rendimenti sono aumentati di 9 punti base al 4,43%. Il decennale spagnolo sfonda quota 4% (+6 punti base), quello britannico si assesta a al 5,29% (+7 punti base).
Le banche centrali di tutto il mondo hanno intensificato la lotta all'inflazione: la Federal Reserve statunitense e la Bank of Japan hanno seguito l'esempio della BCE alzando i tassi di interesse, mentre la Bank of England li ha mantenuti invariati, pur segnalando la possibilità di un rialzo del costo del denaro qualora dovesse aggravarsi l'inflazione legata ai costi energetici, scatenata dal conflitto in Medio Oriente.
Intanto, i ministri delle finanze dell'Eurozona si sono detti "preoccupati ma non allarmati" per l'aumento dei rendimenti obbligazionari e riconoscono la necessità di attenersi ai percorsi di bilancio approvati dall'UE per preservare la propria credibilità, ha detto oggi Kyriakos Pierrakakis, presidente dell'Eurogruppo. "Non stiamo assistendo a fenomeni di frammentazione nell'area euro", ha affermato durante una conferenza stampa.
Il Commissario europeo per l'Economia, Valdis Dombrovskis, ha definito l'aumento dei rendimenti una normale reazione del mercato agli sviluppi globali, sottolineando come ciò confermi la necessità di mantenere politiche fiscali prudenti: "Ecco perché insistiamo sulla necessità di politiche fiscali prudenti e sul rispetto dei percorsi di bilancio previsti dai piani fiscali a medio termine degli Stati membri".
Anche la presidente della BCE, Christine Lagarde, presente all'incontro dell'Eurogruppo a Dublino, ha dichiarato che Francoforte sta monitorando i mercati obbligazionari, ma non ravvisa al momento motivi di preoccupazione: "Non osserviamo movimenti disordinati né tensioni. Riconosciamo che si tratta di un fenomeno globale che interessa tutte le obbligazioni, in particolare quelle a lunga scadenza, per svariati motivi".
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