(Teleborsa) - Dare continuità agli investimenti oltre il PNRR e trasformare l'esperienza degli ultimi anni in condizioni stabili per sostenere la crescita, è la sfida al centro dell'Assemblea Pubblica 2026 di ANIE Confindustria, dal titolo "
Quale crescita dopo il PNRR?", che ha riunito a Milano rappresentanti dell'industria, dell'economia e delle istituzioni.
Ad aprire i lavori, moderati da Nicola Porro, Vicedirettore de il Giornale, è stato, in collegamento, il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini, seguito dalla relazione del Presidente di Federazione ANIE Vincenzo de Martino. Benedetta Brioschi, Partner di TEHA Group, ha quindi presentato lo Studio "
L'eredità del PNRR: impatti e prospettive per i settori ANIE", realizzato da TEHA Group e ANIE.
Le istituzioni sono state rappresentate dalla presenza del
Presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa, del
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alessandro Morelli, del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, mentre il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha partecipato in collegamento.
"Il PNRR ha rappresentato una stagione straordinaria di investimenti e ha accelerato processi che non possono fermarsi con la conclusione del Piano. L'esperienza degli ultimi anni ha mostrato che,
quando la domanda viene accompagnata da una prospettiva chiara e da condizioni favorevoli,
il sistema industriale è in grado di reagire e crescere. Ora dobbiamo proseguire su questa strada, evitando che venga meno la domanda generata dagli interventi del Piano" ha dichiarato Vincenzo de Martino, Presidente di Federazione ANIE
Energia, Building, Industria e Infrastrutture rappresentano le quattro filiere strategiche abilitate dalle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche, generando complessivamente 930 miliardi di euro di fatturato aggregato. Il loro peso emerge anche dalla
distribuzione delle risorse del Piano: i quattro settori abilitati dal Sistema ANIE
(energia, edilizia, infrastrutture e automazione industriale) hanno beneficiato del 22% dei progetti e del 63% del valore dei finanziamenti. Di queste risorse, il 49% è destinato a infrastrutture e trasporti, il 33% all'edilizia, il 10% all'energia e l'8% all'industria.
La capacità di crescita dei settori ANIE trova riscontro anche dai dati più recenti. Nel 2025 il fatturato settoriale ha superato i 118 miliardi di euro; nel primo semestre 2026 è cresciuto su base tendenziale del 9%, contro il +3% della manifattura. Sui mercati esteri, le
esportazioni hanno registrato incrementi superiori al 10% in Nord America, Medio Oriente e Nord Africa, confermando una progressiva diversificazione rispetto alla tradizionale concentrazione sul mercato europeo.
La survey realizzata da ANIE Confindustria e TEHA ha coinvolto
circa 200 aziende associate, rappresentative del 35% del fatturato attribuibile ai settori industriali di ANIE. Otto imprese su dieci hanno partecipato a progetti o gare collegati al PNRR; tra queste, il 60% ha preso parte a più di cinque iniziative e il 61% ha partecipato come fornitore o subfornitore. L'impatto sul business è stato significativo: per il 54% delle imprese i progetti e le gare legati al PNRR hanno generato oltre il 10% del fatturato 2024-2025; per il 32% la quota ha superato il 20%. Più limitato è stato l'accesso diretto alle risorse: circa
il 20% degli associati ha ricevuto fondi PNRR destinati agli investimenti e, per circa otto beneficiari su dieci, le risorse hanno consentito di incrementare investimenti già previsti o di avviarne di nuovi.
Tra le imprese beneficiarie, il 69% ha investito in sostenibilità ed efficienza energetica, il 53% ha aumentato il personale, il 52% ha sviluppato nuove competenze. Ma
è il post-PNRR a generare incertezza: il 79% degli associati si dichiara molto o abbastanza preoccupato per gli effetti della conclusione del Piano sugli investimenti e sulla crescita economica del Paese in assenza di ulteriori politiche e programmi di sostegno.
Dall'esperienza del PNRR emergono anche le criticità che le imprese chiedono che non si ripetano. Per il 52% degli associati ANIE l'eccesso di burocrazia è stato il principale elemento di complessità nella partecipazione a progetti e gare, seguito dalla carenza di personale qualificato (32%) e dai tempi di autorizzazione (31%).
Dati che riportano al centro il tema della capacità di attuazione, oltre a quello delle risorse. Guardando alla prossima politica industriale, le indicazioni delle imprese sono nette: transizione energetica (50%) e potenziamento delle infrastrutture tecnologiche (48%) sono le priorità più indicate, seguite dalla semplificazione normativa (38%). Ricerca e innovazione e digitalizzazione delle infrastrutture rappresentano entrambe il 29% delle risposte, mentre il 28% indica l'attrazione di investimenti industriali.
I dati dello Studio delineano così il punto di partenza del dopo PNRR e indicano le condizioni su cui costruire la fase successiva.
La sfida è trasformare l'eredità del Piano in una capacità duratura di sostenere investimenti e crescita nel medio e lungo periodo. Lo Studio individua tre domande per il dopo PNRR: su cosa investire, con quali risorse e attraverso quale modello di governance. Su queste evidenze si innesta la posizione industriale di ANIE Confindustria.
La transizione energetica, per ANIE Confindustria,
è insieme una sfida ambientale e un fattore di competitività. Reti più moderne, elettrificazione, efficienza, accumuli e flessibilità devono accompagnarsi a un rafforzamento delle infrastrutture tecnologiche e digitali. Allo stesso tempo, automazione, digitalizzazione, dati, intelligenza artificiale ed elettronica sono leve decisive per aumentare la produttività e la capacità competitiva delle imprese.
Sul fronte delle risorse,
il post-PNRR richiederà un maggiore coinvolgimento dei capitali privati: secondo le stime richiamate da TEHA, il 78% del fabbisogno europeo per la transizione verde e digitale nei prossimi anni dovrà provenire dal settore privato. Perché questi investimenti si attivino, servono però condizioni stabili e una prospettiva di lungo periodo.
Federazione ANIE, aderente a Confindustria, con
1.100 aziende associate,
rappresenta uno dei settori industriali più strategici e avanzati del Paese, con un fatturato aggregato di 118 miliardi di euro, 490 mila addetti e 27 miliardi di export per le tecnologie elettrotecniche ed elettroniche nel 2025. Le aziende aderenti ad ANIE investono mediamente in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell'intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.
(Foto: Il presidente di ANIE Vincenzo De Martino)