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La pasta: valore identitario e legame profondo per gli italiani

Una ricerca demoscopica condotta in vista del World Pasta Day 2026 ha rivelato il legame profondo ed emozionale dei connazionali verso un prodotto di eccellenza della cucina italiana

Economia
La pasta: valore identitario e legame profondo per gli italiani
(Teleborsa) - La pasta è per gli italiani qualcosa di più di un genere alimentare, è più che altro un legame affettivo da preservare, anche per la sua natura pratica e conveniente, ed una eccellenza del Made in Italy. Un rapporto così intimo e forte che una vita senza pasta è inimmaginabile per la quasi totalità dei connazionali. E' quanto emerge in vista del World Pasta Day, domenica 25 ottobre 2026, organizzato dall'Unione Italiana Food insieme all'International Pasta Organisation (IPO).

"Per gli italiani la pasta è una questione di appartenenza e di identità nazionale. E le ricerche presentate confermano la sua natura di preziosa alleata delle famiglie italiane, alle prese con l'aumento dei costi della vita", spiega Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food, che parla di un settore "centrale nella nostra economia interna".

"La leadership italiana della pasta va ben oltre i risultati commerciali, ma il contesto globale sta cambiando rapidamente e impone alle imprese di continuare a innovare e adattarsi a scenari sempre più complessi. La sfida è quindi preservare ciò che rende unica la pasta italiana, investendo al tempo stesso in ricerca, sostenibilità, tecnologie e nuove competenze", afferma Paolo Barilla, Presidente di Unione Italiana Food.


La pasta è un primato italiano


Nonostante la complessa situazione geopolitica globale, la pasta mantiene la sua leadership, con una produzione mondiale che ha raggiunto 17,3 milioni di tonnellate e l'Italia in pole con circa 4,2 milioni di tonnellate prodotte nel 2025 (+0,8%). Secondo i dati di Unione Italiana Food, l'Italia ha prodotto nel 2025 circa 4,2 milioni di tonnellate, davanti a Turchia (2,04 milioni di tonnellate), Stati Uniti (2 milioni), Egitto (1,5 milioni). Gli italiani sono anche i più grandi consumatori di pasta con 23,1 chili annui pro-capite, davanti a Tunisia (18,8 kg), Ungheria (17,1), Germania (16,8) e Turchia e Austria (12,5). Ma è l'export che conferma un comparto fortemente orientato all'estero (il nostro Paese rappresenta il 48,3% del commercio mondiale di pasta), con un valore delle vendite oltre confine che ormai eguaglia quello dei consumi nazionali: oltre 2.456.940 tonnellate (+2,1% rispetto al 2024) per un valore complessivo pari a 3.969 milioni di euro, pari al 5,4% dell'intero export agroalimentare italiano.

Senza pasta una vita più "povera" per 9 italiani su 10


Uno studio demoscopico di AstraRicerche per i pastai di Unione Italiana Food ha indagato come sarebbe una vita senza la pasta: per oltre 9 italiani su 10 sarebbe più povera sia dal punto di vista culturale che gastronomico. Prevale la sensazione che sia semplicemente impossibile (51,1%) una vita senza pasta, seguita dal disorientamento per la perdita di un alimento centrale nella propria alimentazione (43,8%).

Oltre 3 italiani su 4 associano la pasta a piacere ed emozione (76,2%) e oltre 8 su 10 la considerano simbolo di eccellenza del Made in Italy (85,2%). Per il 43,4% è anche una soluzione al carovita, grazie al suo prezzo accessibile. Inoltre, 7 italiani su 10 valorizzano la sua natura pratica e conveniente: un alimento buono e appagante (41,5%), con il buon rapporto qualità-prezzo (39,6%). Il pranzo della domenica è l'occasione di consumo in famiglia più amata (54,4%), seguita dal ritorno a casa dopo un lungo viaggio (32,6%). Socialità e festa, intese come momenti con amici (40,6%), seguono a distanza casa e famiglia ma con un peso rilevante (57%).


Dai boomer alla GenZ: la pasta manca a tutti


Guardando alle generazioni, ai Baby Boomer mancherebbe soprattutto il piacere di mangiare qualcosa di buono (57%), mentre la GenZ rimpiangerebbe la perdita di praticità ed economicità: un pasto completo a costo contenuto (55%). I Millennial, invece, sentono di più l'aspetto del comfort legato al cibo (31% contro il 19% dei Baby Boomer).


La pasta: aperta al nuovo ma ancorata alla tradizione


Guardando al futuro della pasta prevale la fiducia: il 59,6% pensa che la pasta manterrà il suo valore emotivo e identitario anche per le prossime generazioni e solo il 5,5% prevede che lo perderà. Fra i cambiamenti che peseranno di più, 2 italiani su 3 (66,6%) citano l'evoluzione di gusti e stili alimentari (35,8%), mentre il cambiamento climatico è il singolo fattore più citato (38,0%). I fattori economici restano in secondo piano (38,8%), così come quelli geopolitici legati a dazi e guerre (32,9%). Tra i cambiamenti negli stili di vita che potrebbero in futuro condizionare il consumo di pasta secondo gli italiani ci sono principalmente quelli legati a salute e sostenibilità (54,2%) seguiti dall'apertura al nuovo (51,8%), intesa come contaminazione tra cucine diverse e ricerca di nuove ricette e abbinamenti.

La pasta: un settore vitale per l'Italia


Secondo uno studio realizzato da The European House - Ambrosetti , la filiera estesa della pasta, che comprende la coltivazione del frumento duro, l'industria molitoria e la trasformazione della pasta, ha raggiunto nel 2025 un fatturato di 13,5 miliardi di euro, generando 3 miliardi di euro di valore aggiunto. Ma la pasta non ha un ruolo strutturale soltanto nel sistema economico del Paese, rappresenta infatti anche un potente catalizzatore di convivialità, considerando che oltre 8 connazionali su 10 (83,4%) non rinunciano alla socialità del consumo e a momenti dove la pasta svolge un ruolo chiave di aggregatore.


#worldpastaday: parte la maratona social


Per la Giornata Mondiale della Pasta non poteva mancare il coinvolgimento dei social: usando l'hashtag ufficiale #WorldPastaDay e menzionando gli account social di WeLovePasta.it, food lover, giornalisti, chef e blogger di tutto il mondo saranno invitati a festeggiare cucinando il loro piatto di pasta del cuore: il protagonista resta l'amore universale per la pasta. L'anno scorso sono stati pubblicati oltre 21 mila contenuti sui social con l'hashtag #WorldPastaDay, ispirati alla pasta.
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