(Teleborsa) -
Banca Profilo ha abbassato il
target price (a
16,3 euro per azione da 17,1 euro) e confermato il
giudizio (
Buy) su
Svas Biosana, società quotata su Euronext Growth Milan e attiva nella produzione di dispositivi medici destinati alle strutture sanitarie.
A seguito dei risultati del
primo semestre 2026, gli analisti hanno ritoccato le proprie stime per il periodo 2026-2028. Prevedono
ricavi per 144,8 milioni di euro nel 2026 (+4,1% su base annua, rispetto alla precedente stima di 147,6 milioni di euro) e 159,5 milioni nel 2028 (con un tasso di crescita composto annuo, CAGR, del 4,7% nel triennio 2025-2028). Tale proiezione, spiegano, "è sostenuta da un'accelerazione nel secondo semestre del 2026 (+9,8% su base annua), grazie al superamento di temporanei ostacoli procedurali e a una base di confronto più favorevole".
Confermato l'
EBITDA per l'esercizio 2026 a 19,2 milioni, con un margine in espansione al 13,3% (rispetto al 13,0% precedente), trainato da maggiori "altri ricavi" e da una migliore redditività della distribuzione; gli analisti hanno applicato inoltre una prudenziale riduzione di 10 punti base rispetto al tasso registrato nel primo semestre 2026 (13,4%), tenendo conto delle persistenti pressioni geopolitiche sui costi dell'energia. La riduzione di ammortamenti e svalutazioni (D&A) porta l'
EBIT del 2026 a 13,0 milioni e l'
utile netto a 7,3 milioni.
Gli
investimenti in conto capitale (Capex) restano confermati (5,5 milioni annui per manutenzione, oltre a un budget di 7,0 milioni per nuovi impianti, con un picco previsto nel biennio 2027-2028); di conseguenza, l'
indebitamento finanziario netto si attesta a 36,9 milioni di euro nel 2026, per poi salire temporaneamente a 38,5 milioni di euro nel 2027, a causa degli investimenti negli impianti e di un maggiore assorbimento di capitale circolante netto (pari al 44% del valore della produzione).
La revisione del TP a 16,3 euro per azione deriva dalla media ponderata tra un modello DCF (13,2 euro per azione, contro 14,7 euro) e una valutazione basata sui multipli di mercato (23,3 euro per azione, contro 22,2 euro). "Si tratta di una revisione di natura puramente tecnica", spiegano gli analisti, "determinata da un WACC più elevato, pari al 7,9% (rispetto al 7,3% precedente, a causa principalmente dell'aggiornamento del tasso risk-free e dell'ERP italiano). Tale incremento compensa la stabilità dei flussi di cassa (FCF cumulati pari a 20,4 milioni di euro nel periodo 2026-2029, in linea con le stime precedenti), mantenendo invariato al 2,0% il tasso di crescita perpetua".