Milano 13:40
49.056 +1,02%
Nasdaq 23-ott
28.958 0,00%
Dow Jones 23-ott
0 0,00%
Londra 13:40
10.742 +0,48%
Francoforte 13:40
25.410 +0,91%

Risparmio: ABI, ANIA, Assogestioni, Assoreti e AIPB propongono al MEF i conti SIA all'italiana

Esenzione fiscale dopo cinque anni, almeno il 70% in emittenti UE e il 50% in azioni

Finanza
Risparmio: ABI, ANIA, Assogestioni, Assoreti e AIPB propongono al MEF i conti SIA all'italiana
(Teleborsa) - Banche, assicurazioni, risparmio gestito, reti di consulenza e private banking presentano un fronte comune al Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) per portare in Italia i conti di risparmio e di investimento (Savings and Investments Accounts, SIA). ABI, ANIA, Assogestioni, Assoreti e AIPB hanno depositato una proposta congiunta che declina a livello nazionale la Raccomandazione della Commissione europea, nell'ambito della strategia per l'Unione del risparmio e degli investimenti (SIU). L'obiettivo è spostare una quota maggiore del risparmio delle famiglie verso investimenti produttivi di medio-lungo periodo e il capitale di rischio delle imprese italiane ed europee.

Una proposta non alternativa ai PIR

I SIA non sostituirebbero i PIR, di cui le associazioni rivendicano il successo e il cui regime fiscale resterebbe invariato. Si affiancherebbero a essi con plafond autonomi e ne riprenderebbero l'impostazione, per renderli più facili da comprendere e distribuire. Come i PIR, sarebbero contenitori che possono prendere la forma di conti titoli, rubriche fondi, gestioni patrimoniali o prodotti assicurativi di investimento. Sarebbero riservati alle persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che non investono nell'ambito di un'attività d'impresa.

La differenza principale rispetto ai PIR è la vocazione europea. Almeno il 70% del portafoglio dovrebbe essere investito in strumenti di emittenti di Paesi UE o SEE, anche non radicati in Italia. Il restante 30% potrebbe andare a emittenti extra-UE di Paesi che garantiscono un adeguato scambio di informazioni con l'Italia. Le associazioni non escludono anche limiti di concentrazione geografica all'interno della quota vincolata, per preservare la diversificazione.

Focus sull'azionario e due configurazioni

L'impronta sarebbe marcatamente azionaria, con almeno il 50% in equity. La parte restante potrebbe andare in obbligazioni e altri strumenti, mentre la liquidità avrebbe un tetto del 20%: 10% in certificati e depositi bancari e 10% in conti correnti. È previsto un limite del 10% per singolo emittente su azioni e bond, titoli di Stato esclusi. Sarebbero vietate le partecipazioni qualificate e gli strumenti i cui redditi concorrono al reddito complessivo dell'investitore. Il perimetro degli attivi ammessi resterebbe comunque ampio: titoli diretti, OICR di ogni tipo (UCITS, FIA o veicoli societari) purché istituiti in Italia, nella UE o nel SEE, e depositi.

Le configurazioni sarebbero due. Il SIA base non avrebbe vincoli sulla dimensione delle imprese in cui investire, con un plafond di 40.000 euro annui e 200.000 euro complessivi. Il SIA alternativo sarebbe meno liquido e pensato per favorire le società più piccole e non quotate, con un tetto di 300.000 euro l'anno e 1,5 milioni in totale. Per evitare un aumento eccessivo del rischio, le associazioni suggeriscono di applicare il limite per emittente a entrambe le versioni.

Regime fiscale agevolato e spinta dalla consulenza

Il regime fiscale prevede l'esenzione dall'imposta sui redditi sui rendimenti, a condizione che l'investimento sia mantenuto per almeno cinque anni, oltre all'esenzione dall'imposta di successione. Chi disinveste prima restituirebbe il beneficio ottenuto, con imposte e interessi ma senza sanzioni. Nulla sarebbe dovuto se le somme vengono reinvestite entro 90 giorni.

Sul fronte distributivo, la proposta assegna un ruolo centrale alla consulenza e alla gestione di portafogli, oltre che alla distribuzione assicurativa per i SIA in forma di polizza. Il trasferimento del conto da un intermediario all'altro sarebbe possibile entro i limiti dei singoli prodotti. Le cinque associazioni si dicono pronte a collaborare con il MEF e le altre istituzioni per definire il quadro normativo.
Condividi
```