Tobin tax, Meloni conferma l'aumento. Gettito già +94% nel 2026, AMF: tassa contro i risparmiatori
Si chiede di alzare la soglia di esenzione a 1 miliardo
(Teleborsa) - Nella legge di bilancio approvata oggi dal Consiglio dei ministri c'è anche un nuovo aumento dell'imposta sulle transazioni finanziarie. Lo ha confermato la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa dopo il CdM. Ha spiegato che "circa 5 miliardi e più arrivano dal contributo richiesto al settore finanziario, cioè banche e assicurazioni", e "dall'aumento della tassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax".
"Come sapete non c'è stato margine quest'anno di trovare un accordo preventivo col settore finanziario, però io voglio comunque ringraziare il settore", ha aggiunto Meloni. Secondo la premier "anche banche e assicurazioni comprendano molto bene la situazione nella quale ci troviamo". Poi ha precisato: "Non è una manovra contro qualcuno chiaramente, semplicemente in un momento complesso a chi ha meno problemi viene chiesto di dare una mano".
Meloni non ha indicato le nuove aliquote. Secondo le ipotesi della vigilia, riportate dal Sole 24 Ore, il prelievo sugli acquisti di azioni di società con capitalizzazione pari o superiore a 500 milioni salirebbe dallo 0,20% allo 0,40% per le operazioni su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione. Fuori da questi mercati passerebbe dallo 0,40% allo 0,60%, mentre l'aliquota sulle negoziazioni ad alta frequenza salirebbe dallo 0,04% allo 0,06%. Si tratterebbe del secondo ritocco in due anni: con la manovra precedente le aliquote erano già state raddoppiate.
I dati del Dipartimento delle Finanze sembrano dare ragione al governo, almeno sul piano del gettito. Secondo il Bollettino delle entrate tributarie, nei primi otto mesi del 2026 la Tobin tax ha portato all'erario 917 milioni di euro, contro i 472 milioni dello stesso periodo del 2025: +445 milioni, pari a un aumento del 94,3%. In soli otto mesi l'incasso ha già superato quello dell'intero 2025, pari a 710 milioni. Ha superato anche la stima della relazione tecnica, che per il raddoppio delle aliquote prevedeva 337,3 milioni di maggiori entrate su base annua. Nel 2026 il gettito mensile è stato superiore a quello dello stesso mese del 2025 in tutti i mesi.
Con le aliquote raddoppiate, un gettito cresciuto di poco meno del 100% indica che la base imponibile, cioè il controvalore delle operazioni tassate, è rimasta sostanzialmente stabile, con una lieve flessione. Dopo il primo raddoppio non si è quindi verificato il crollo degli scambi che alcuni temevano, ma nemmeno una crescita.
Tra le voci critiche c'era stata, a dicembre 2025, quella dell'Ufficio Studi di Ambromobiliare. In un rapporto, la società aveva analizzato l'effetto dell'imposta dalla sua introduzione nel 2013. Tra il 2012 e il 2024 il controvalore degli scambi azionari sulla Borsa di Milano è sceso del 34,2%, da circa 1.013 a 666 miliardi. Nello stesso periodo la capitalizzazione è cresciuta da 365 a 811 miliardi e il risparmio gestito è passato da 1.199 a 2.509 miliardi. Milano, secondo lo studio, è stata l'unica tra le piazze confrontate (Londra, SIX Swiss Exchange e Nasdaq Nordic, tutte senza Tobin tax) a registrare un calo degli scambi. Per Ambromobiliare l'imposta "potrebbe essere considerata una delle cause - probabilmente non l'unica" della riduzione dei volumi. Lo studio stimava anche il costo indiretto per l'erario: minori ricavi per l'industria del risparmio e la sua filiera, e quindi minori entrate IRPEF e IRES, per 1.047 milioni nel 2024. Al netto dei 546 milioni incassati con la Tobin tax, la perdita per lo Stato sarebbe stata superiore a 500 milioni di euro. I dati del MEF smentiscono il crollo dei volumi dopo l'aumento, ma non bastano a chiudere la questione. Misurano solo il gettito diretto dell'imposta, mentre il cuore dell'analisi di Ambromobiliare riguarda gli effetti indiretti su scambi, ricavi del settore e imposte collegate.
Contro il nuovo aumento si è schierata oggi AMF Italia, l'associazione degli intermediari dei mercati finanziari. Il passaggio allo 0,40% comporterebbe "nell'arco di appena due anni una quadruplicazione del prelievo", portando l'Italia in cima ai Paesi europei con la fiscalità più sfavorevole per chi investe in azioni. AMF fa un esempio concreto: su un acquisto di 10.000 euro in Borsa si pagavano 10 euro nel 2025 e se ne pagano 20 nel 2026. "Con l'aumento si arriverebbe a 40 euro, contro zero a Francoforte o Amsterdam". Il confronto con gli altri Paesi europei è sfavorevole anche sulle soglie. In Francia l'aliquota è già dello 0,40%, ma sono esenti le società con capitalizzazione inferiore al miliardo, mentre in Italia la soglia è di 500 milioni. In Spagna la soglia è la stessa della Francia, con un'aliquota dello 0,20%. Germania e Paesi Bassi non applicano un'imposta analoga.
L'associazione ricorda che l'imposta non grava sugli intermediari ma sugli investitori, e penalizza quindi proprio l'investimento nelle imprese italiane. Sottolinea anche la contraddizione con le iniziative del governo per rilanciare il mercato, dalla riforma del TUF agli incentivi alla quotazione delle PMI fino al Fondo Nazionale Strategico Indiretto: in quest'ultimo caso "lo Stato finirebbe per tassare gli acquisti di azioni da parte dei fondi che esso stesso promuove come anchor investor". Per AMF "i costi per il sistema Italia derivanti da un ulteriore incremento della Tobin Tax sarebbero di gran lunga superiori ai guadagni". Se il governo confermerà l'aumento, l'associazione chiede almeno di alzare da 500 milioni a 1 miliardo la soglia di esenzione, allineandola alla definizione di PMI contenuta nel TUF.
(Foto: © Luca Ponti | 123RF)
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