ASSOBIBE: “Cancellare la Sugar tax per sostenere la competitività delle imprese”
(Teleborsa) - ASSOBIBE, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, lancia un appello alle Istituzioni e alle forze politiche affinché, nella Legge di Bilancio, si intervenga in modo strutturale sulla Sugar tax, cancellando una norma che da sette anni genera incertezza ogni 6 o 12 mesi.
L’entrata in vigore prevista per il primo gennaio 2027 sta già frenando oltre un miliardo di euro di investimenti, in contrasto con gli obiettivi di competitività e sostegno al sistema produttivo.
"La Legge di Bilancio rappresenta l’ultima occasione per cancellare l’inutile Sugar tax, una misura fiscale che da sette anni viene costantemente rinviata, ma che continua a frenare gli investimenti delle aziende del Settore, già pesantemente impattate dai rincari di energia, materie prime e packaging – ha dichiarato Giangiacomo Pierini, Presidente di ASSOBIBE – Apprezziamo l’impegno delle forze politiche e delle Istituzioni, che anche recentemente hanno sottolineato non solo come la tassa non tenga conto di uno scenario profondamente mutato dal 2019, ma anche l’impatto devastante che avrebbe sulle imprese e sulla filiera. In un momento così complicato per imprese e cittadini non è immaginabile dover pensare, nel 2027, a un incremento fiscale del 28% su ogni litro di bibita analcolica. Serve coraggio per facilitare la competitività, anziché incrinarla. Un nuovo rinvio, per quanto comprensibile e certamente preferibile all’entrata in vigore, non risolverebbe il problema, ma aggiungerebbe ulteriori incertezze e freni agli investimenti. Per questo ASSOBIBE confida che la prossima Legge di Bilancio possa essere l’occasione per dimenticare definitivamente questa spada di Damocle che tiene in scacco un intero Settore e dare alle imprese la certezza necessaria a programmare investimenti, occupazione e crescita, a beneficio dell’intera filiera e del Paese".
L’appello di ASSOBIBE arriva in una fase di congiuntura particolarmente complessa. Il caro energia e i conseguenti aumenti di materie prime e trasporti sono gli ingredienti di una tempesta perfetta per il mercato, con il rischio di un restringimento del carrello della spesa delle famiglie. Secondo il Centro Studi Confindustria, l’escalation della guerra nel Golfo, l’inflazione al 3,3% e il doppio aumento dei tassi freneranno l’economia italiana nei prossimi mesi, incidendo sul potere d’acquisto.
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