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Sabato 24 Agosto 2019, ore 20.38
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Come volevasi dimostrare

La finanza fuori controllo e totalmente deregolamentata diventa un'arma devastante

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Che i mercati siano oggetto di sistematica speculazione lo dimostra la condanna inflitta dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti alle banche d'affari di Wall Street ed all'agenzia di rating Standard & Poor's; persino il governatore della BCE ha denunciato la cospirazione di forze globali contro le manovre della stessa BCE. Senza entrare nel merito del dibattito tra EU ed i conti pubblici dell'Italia che ha fatto di tutto per mettersi nei guai vanno, però, evidenziate le responsabilità sia della UE che della BCE indirettamente.

Dal momento in cui i prodotti tossici – sub-prime, derivati, Otc, ecc. - sono stati deregolamentati aprendo la strada alla pura speculazione era necessario prendere atto delle possibili conseguenze sui conti dei singoli stati il cui debito, generato dalla cicala politica – diventava ostaggio della speculazione. L'attacco all'euro nella "campagna d'Europa" partito nel febbraio del 2010 doveva indurre a scelte difensive della comunità europea che si è ben guardata dal farle, quando i buoi sono scappati dalla stalla ha introdotto un'austerity nei conti pubblici sicuramente doverosa ma si è ben guardata dal porre vincoli a quei prodotti tossici che avevano contribuito a generare il dissesto che abbiamo visto. Ora è facile dare la colpa alla politica cicala e dissennata ma, come dice il Manzoni, la ragione ed il torto non possono essere divisi con un taglio netto in modo che il tutto sia da una parte o dall'altra.

La finanza fuori controllo e totalmente deregolamentata diventa una devastante arma di scontro egemonico, così come Warren Buffet aveva definito questi strumenti tossici – "armi finanziarie di distruzioni di massa" -; la finanza finisce per assumere una dimensione di contrasto ai diritti universali dell'uomo che, dichiarati nel 1948, oggi si vedono progressivamente negati. Forse è giunta l'ora di capire da che parte sta la verità dei fatti e quanto dipendano dalla natura immutabile dell'uomo e dai suoi interessi piuttosto che dalla razionalità ormai mitologica dei mercati.

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