(Teleborsa) - A grande sorpresa di giovani e meno giovani
torna in TV e sui canali social uno spot di grande successo,
"Una telefonata allunga la vita", realizzato dall'allora
SIP, l'ex compagnia telefonica "nazionale", in seguito divenuta Telecom ed oggi, dopo l'integrazione dei business fisso e mobile, conosciuta come
TIM.
Uno spot che ha il sapore d'altri tempi - "quelli belli" dicono gli spettatori - e che testimonia una
operazione di marketing di grande successo, tanto da diventare parte della cultura popolare. Un
momento nostalgico per chi lo ha vissuto, per ricordare un momento in cui il telefono serviva per accorciare le distanze e in cui il marchio SIP, ancora oggi visibile sui chiusini delle strade, era percepito come
sinonimo di innovazione e quotidianità. Un'epoca che prometteva progresso e modernità, ma che oggi dice poco ai più giovani, che conoscono l'era degli smartphone e di Internet veloce.
E' con
nostalgia che raccontano l'esperienza gli italiani che, lo scorso fine settimana, si sono visti riproporre lo spot pubblicitario, passato in TV e sui principali canali social. "Le pubblicità, quelle belle", "Che begli anni, l'ho vista ieri sera, magari si potesse tornare indietro a quell'epoca", "Geniale, solo chi ha vissuto in quegli anni può capire la differenza con il mondo di oggi". Sono solo alcuni dei commenti che hanno accompagnato l'uscita del video sui social.
Lo spot lanciato dall'unica compagnia telefonica nazionale nell'ormai lontano
1994, vede come protagonista un impareggiabile ed ironico
Massimo Lopez, nel periodo di maggior successo dell'attore, diretto da
Alessandro D’Alatri. Un cortometraggio che racconta di una esecuzione finita in barzelletta: il condannato (Massimo Lopez) chiede come ultimo desiderio di poter fare una telefonata, che in realtà si prolungherà all'infinito, e la
voce fuori campo del doppiatore
Pino Locchi chiude lo spot con la celeberrima frase:
"Una telefonata allunga la vita". Un claim che ha lasciato il segno nella cultura italiana, trasformando uno slogan pubblicitario in un'espressione popolare che celebra il potere del telefono di avvicinare le persone.
Il senso di riproporre uno spot vecchissimo ed in qualche modo anacronistico in pochi lo hanno capito. C'è che la considera una
trovata in vista dell'inizio di Sanremo, ma anche chi ipotizza che
qualcosa stia "bollendo in pentola". Probabilmente, una precisa strategia di posizionamento che vuole recuperare le origini del marchio per gettare un ponte fra passato e presente nel segno della continuità e quotidianità. I più attenti hanno già capito che
qualche novità è dietro l'angolo.