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Il Ponte sullo Stretto di Messina al centro della polemica

Fra i giudici della Corte dei Conti e il vicepremier Matteo Salvini

Economia, Trasporti
Il Ponte sullo Stretto di Messina al centro della polemica
(Teleborsa) - Non si placa la polemica fra i magistrati della Corte dei Conti ed il vicepremier Matteo Salvini per la quesitone del Ponte sullo Stretto di Messina. Stando alla magistratura contabile, il decreto Grandi Opere, conosciuto anche come Dl Ponte, atteso al vaglio del Consiglio die Ministri di domani, andrebbe rivisto perché tenterebbe di aggirare il controllo di legittimità della Corte.

La bozza del decreto circolata ieri fra le associazioni ambientaliste che si oppongono alla realizzazione dell'opera, ma non confermata dal Ministero dei Trasporti, che ci sta ancora lavorando per superare l'impasse della precedente bocciatura, avrebbe alimentato "forte preoccupazione" in seno alla Corte dei Conti. Secondo i magistrati contabili, infatti, il decreto tenterebbe di aggirare "i rilievi di illegittimità già sollevati dalla Corte".

"Il provvedimento, se approvato - si sottolinea - prevedrebbe l'emanazione di una nuova delibera Cipess, ma svuoterebbe di contenuti il controllo di legittimità della Corte dei Conti" ed "introdurrebbe un ulteriore scudo per escludere la responsabilità per colpa grave anche in caso di danni alle finanze pubbliche".

Affermazioni che son state subito contestate da Salvini, che ha definito "incredibile" la circostanza di contestare contenuti di un decreto "senza che il decreto ancora esista". "Devo portarlo in consiglio dei ministri mercoledì. Non c'è il testo definitivo. Vogliamo agire nel massimo della trasparenza e replicare ai rilievi della Corte dei conti: questo ci sarà nel decreto", ha precisato il titolare del MIT.

Stando alla bozza circolata ieri, il decreto nominerebbe l'Amministratore delegato della società Stretto di Messina, attualmente Pietro Ciucci, quale commissario straordinario di governo incaricato di portare avanti l'iter di approvazione del progetto e di preparare una nuova delibera del Cipess, dopo quella bocciata ad ottobre, che di fatto limiterebbe il controllo di legittimità della Corte dei Conti alla sola delibera del Cipess e non anche agli atti collegati.


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