(Teleborsa) -
Giornata negativa per le Borse europee, con
Piazza Affari che fa peggio degli altri listini, appesantita da banche e automotive (Stellantis è il peggiore del FTSE MIB). In generale, gli investitori si trovano a valutare le preoccupazioni legate all'AI, le
proteste di strada in diversi paesi europei, crescenti tensioni geopolitiche con l'incertezza sulle sanzioni alla Russia e prezzi dell'energia che rimangono alti.
I
rendimenti obbligazionari sono in netto rialzo in Francia, dopo che nel fine settimana migliaia di persone sono state arrestate e numerosi negozi sono stati saccheggiati o danneggiati durante le manifestazioni contro l'aumento dei prezzi e il deterioramento dei servizi pubblici. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha detto oggi che verranno
introdotti coprifuochi parziali in alcune zone: "Si tratta di specifici atti di delinquenza e saccheggio; è fuori discussione che tutto ciò possa continuare".
Sempre sul fronte obbligazionario, il Tesoro ha
avviato il
collocamento del BTP Valore, titolo quinquennale a doppia tranche (il classico BTP Valore con cedole trimestrali crescenti nel tempo e il BTP Valore Insieme con cedola unica pagata alla scadenza); l'offerta si concluderà il 23 ottobre, salvo chiusura anticipata. Venerdì scorso,
Morningstar DBRS ha
confermato il rating sul debito sovrano dell'Italia a "A (low)", con un trend stabile. Venerdì prossimo,
Scope effettuerà una revisione dell'Italia (BBB+, outlook positivo): lo scorso ottobre ha migliorato l'outlook sull'Italia, mentre ad aprile ha confermato sia il rating che l'outlook.
In
Italia, resta alta l'attenzione sul mercato
bancario (Jefferies ha
tagliato il target price su
Banco BPM; Goldstone Capital, azionista di MPS, ha espresso il proprio favore verso l'offerta di Intesa Sanpaolo, secondo quanto riportato venerdì da Bloomberg; l'Antitrust ha autorizzato Unipol ad acquisire il controllo di fatto di BPER) e su quello
energetico (il governo italiano introdurrà a gennaio un tetto temporaneo di 60 euro per megawattora (MWh) al prezzo del gas pagato dalle centrali elettriche a gas, secondo quanto dichiarato domenica dal Ministro dell'Energia in un'intervista al Messaggero). Questa settimana la
stagione delle trimestrali entrerà nel vivo con
Salvatore Ferragamo (che pubblica i risultati del terzo trimestre martedì), seguita da
Moncler (mercoledì) ed
Eni (venerdì).
Sul
fronte macroeconomico, in
Cina i dati mensili di settembre hanno
restituito un quadro contrastante, segnalando nel complesso una debole domanda interna a fronte di un'impennata delle esportazioni. Nel terzo trimestre, la crescita del PIL è salita al 4,5% su base annua (rispetto al 4,3% del secondo trimestre e a una previsione di consensus del 4,4%), collocandosi così nella fascia bassa dell'obiettivo di crescita fissato tra il 4,5% e il 5%. Sul fronte positivo, le vendite al dettaglio sono risultate leggermente migliori delle attese, passando dallo 0,4% su base annua all'1,1% (a fronte di una previsione dello 0,5%). Le vendite immobiliari sono apparse nuovamente deboli a settembre e gli investimenti nel settore hanno segnato una flessione del 20,6% su base annua. La produzione industriale è cresciuta dal 5,2% al 5,5% su base annua, in linea con le stime di consensus.
Sul
piano geopolitico, nel corso del fine settimana
si è ampliata la divergenza tra Unione Europea e Stati Uniti in merito alla politica verso la Russia. I leader dell'UE, riuniti a Bruxelles, hanno ribadito l'impegno a mantenere le sanzioni contro la Russia e a continuare a sostenere l'Ucraina. Venerdì, invece, Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende alcune sanzioni e dazi chiave legati alla Russia - previsti dal "Graham Act" e riguardanti sia merci russe che paesi acquirenti di petrolio e gas russo - poco prima che entrassero in vigore. Tuttavia, domenica le preoccupazioni circa il sostegno statunitense si sono parzialmente attenuate, dopo che Zelenskyy ha reso noto che lo scambio di informazioni di intelligence con gli USA è ripreso e che ha discusso i prossimi passi diplomatici con gli inviati di Trump, ipotizzando anche un nuovo incontro di pace nel corso di questa settimana. Tutto ciò ha un impatto anche sulle quotazioni del greggio, dove però i rischi legati all'offerta rimangono elevati:
domenica l'Ucraina ha colpito infrastrutture energetiche russe, mentre gli attacchi alle imbarcazioni nei pressi dello Stretto di Hormuz continuano a minacciare i flussi dal Golfo.
Lieve aumento per l'
euro / dollaro USA, che mostra un rialzo dello 0,35%. Sostanzialmente stabile l'
oro, che continua la sessione sui livelli della vigilia a quota 4.169 dollari l'oncia. Nessuna variazione significativa per il mercato petrolifero, con il
petrolio (Light Sweet Crude Oil) che si attesta sui valori della vigilia a 101,2 dollari per barile.
Lo
Spread peggiora, toccando i +112 punti base, con un aumento di 5 punti base rispetto al valore precedente, con il
rendimento del BTP decennale pari al 4,55%.
Tra le principali Borse europee spicca la prestazione negativa di
Francoforte, che scende dell'1,31%,
Londra scende dell'1,07%, e calo deciso per
Parigi, che segna un -1,5%.
Sessione da dimenticare per la Borsa italiana, con il
FTSE MIB che sta lasciando sul terreno l'1,72%; sulla stessa linea, si abbattono le vendite sul
FTSE Italia All-Share, che continua la giornata a 51.562 punti, in forte calo dell'1,68%. Negativo il
FTSE Italia Mid Cap (-1,1%); sulla stessa linea, variazioni negative per il
FTSE Italia Star (-1,09%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo
ENI (+0,94%),
Technoprobe (+0,68%) e
STMicroelectronics (+0,58%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
Stellantis, che continua la seduta con -4,40%. Sotto pressione
Banco BPM, con un forte ribasso del 3,51%. Soffre
Unicredit, che evidenzia una perdita del 2,73%. Preda dei venditori
BPER Banca, con un decremento del 2,71%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
D'Amico (+2,04%),
LU-VE Group (+1,74%),
BF (+0,94%) e
Acea (+0,70%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su
BFF Bank, che ottiene -7,05%. Crolla
TXT E-solutions, con una flessione del 4,93%. Si concentrano le vendite su
MFE B, che soffre un calo del 3,64%. Vendite su
Brembo, che registra un ribasso del 3,60%.