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Esposizione contenuta dei settori finanziari europei al credito privato, ma non priva di rischi

La visione di Barclays

Assicurazioni, Banche, Finanza
Esposizione contenuta dei settori finanziari europei al credito privato, ma non priva di rischi
(Teleborsa) - In un suo recente report, Barclays ha evidenziato come il credito privato abbia registrato una crescita significativa negli ultimi anni, trainata da un "aumento delle allocazioni istituzionali, dalla robusta domanda di prestiti non bancari e dai rendimenti aggiustati per il rischio persistentemente interessanti rispetto ai mercati pubblici".

I mercati globali del credito privato - ricorda il broker citando Moody's - sono raddoppiati in 5 anni, raggiungendo circa 1,7 trilioni di dollari di AuM a livello globale alla fine del 2024 e si prevede che si espanderanno a poco meno di 3 trilioni di dollari entro il 2028.

In questo contesto, evidenziano gli analisti, "l'esposizione dei settori finanziari europei al credito privato rimane contenuta, ma non priva di rischi". Essi ritengono che "vi siano limitate preoccupazioni dal punto di vista della qualità degli attivi, sebbene i recenti default statunitensi, uniti al deterioramento iniziale di alcuni parametri di rischio, suggeriscano che questo rimanga un ambito da monitorare".

L'analisi di Barclays tiene in considerazione le banche, i diversified financials e gli operatori assicurativi.

Per quanto riguarda la prima categoria, gli analisti non ravvisano "rischi significativi derivanti dall'esposizione delle banche europee agli istituti di credito non bancari, né in termini di qualità degli attivi né di dinamiche competitive. Infatti, ipoteticamente, le banche potrebbero espandere i loro ROTE prestando agli istituti di credito non bancari (che finanzierebbero quindi le PMI, ad esempio), invece di prestare direttamente alle PMI".

L'analisi di scenario di Barclays suggerisce che i rendimenti dei prestiti agli istituti di credito non bancari potrebbero essere superiori di 8-15 punti percentuali rispetto ai prestiti alle PMI. Questo, spiegano gli analisti, "è interessante anche alla luce della potenziale attuazione dell'Unione del Risparmio e degli Investimenti (SIU), che potrebbe contribuire a finanziare l'economia reale, costringendo eventualmente le banche ad aumentare la loro esposizione agli istituti di credito non bancari".

La banca d'affari ritiene che il mercato "monitorerà maggiormente i rischi relativi alla qualità degli attivi per alcune esposizioni agli istituti di credito non bancari", in particolare per il credito privato, e i rischi reputazionali. L'esposizione al credito privato "appare limitata per le banche europee nella nostra copertura", aggiungono gli analisti che segnalano Deutsche Bank come la più esposta con circa il 5% di credito privato/prestiti totali, seguita da BNP con il 3%.

In ambito diversified financials, il credito privato rappresenta una parte minore delle esposizioni al capitale privato tra i gestori patrimoniali alternativi coperti da Barclays. "Nonostante le preoccupazioni del mercato pubblico circa gli sviluppi in alcune parti del mercato del credito privato statunitense, i gestori patrimoniali alternativi europei continuano ad apprezzare alcune parti del settore, con CVC e Man Group che hanno recentemente acquisito gestori del credito statunitensi, rispettivamente Marathon e Bardin Hill", sottolineano gli analisti.

Sebbene nel secondo semestre del 2025 vi siano state fonti di preoccupazione individuali nel mercato del credito privato statunitense a causa di alcuni fallimenti, "sembrano esserci pochi segnali di contagio ad altre aree del credito privato, in particolare in Europa".

Infine, Barclays evidenzia l'esposizione contenuta anche del settore assicurativo. Negli ultimi 5 anni, scrive il broker, "l'esposizione delle compagnie assicurative europee è aumentata solo marginalmente, sia in termini assoluti (dal 10% al 12,5% dei portafogli di investimento totali) sia rispetto all'aumento di 19 punti percentuali dei coefficienti di solvibilità mediani (ora al 210%) osservato nello stesso periodo". Nel Vecchio Continente, "i portafogli risultano conservativi anche adottando una definizione ampia di credito privato, con le esposizioni più elevate guidate dai mutui olandesi a basso rischio e dalle Pfandbriefe tedesche (ASR, NN, Allianz , Munich Re)".

Ad avviso di Barclays, "la revisione di Solvency 2 potrebbe incentivare una maggiore allocazione al credito privato nel continente, riducendo i requisiti patrimoniali per alcuni strumenti (in particolare i CLO), aumentando così significativamente il ROI corretto per il rischio".

L'analisi di scenario di Barclays suggerisce che i "cambiamenti nell'allocazione strategica delle attività potrebbero generare un incremento dell'EPS compreso tra l'1,5% e il 4%".
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