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Mercati valutari prudenti in attesa delle banche centrali

Il dollaro perde slancio con la discesa dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi

Finanza
Mercati valutari prudenti in attesa delle banche centrali
(Teleborsa) - I mercati valutari si muovono in un clima di cautela, con le principali divise all’interno di intervalli ristretti in vista di una settimana ricca di decisioni delle banche centrali e risultati societari. Il dollaro risente della flessione dei rendimenti dei Treasury statunitensi e del parziale arretramento del petrolio, mentre gli investitori rivalutano le prospettive dell’economia globale e le pressioni inflazionistiche.

Il Brent scende di quasi il 2% a circa 114,50 dollari al barile, dopo aver raggiunto la scorsa settimana i massimi degli ultimi sei mesi. A favorire la correzione contribuiscono le aspettative di una possibile distensione delle tensioni in Medio Oriente, alimentate dalle notizie sui tentativi di mediazione diplomatica con l’Iran.

Sul mercato obbligazionario, i prezzi dei titoli di Stato statunitensi continuano a beneficiare della domanda di beni rifugio e delle preoccupazioni legate alle valutazioni del comparto tecnologico, messe alla prova dai dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale. In questo contesto, i rendimenti dei Treasury, che si muovono in direzione opposta rispetto ai prezzi, sono in calo: quello del titolo decennale scende al 4,967%, mentre il rendimento del trentennale si attesta al 5,299%, entrambi in prossimità dei minimi dell’ultimo mese.

La discesa dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi riduce il vantaggio relativo degli investimenti in dollari rispetto a quelli nelle altre principali economie avanzate, attenuando il sostegno alla valuta americana. Secondo Ray Attrill, responsabile della strategia valutaria presso National Australia Bank, la flessione dei rendimenti dei Treasury e la riduzione del differenziale rispetto a quelli delle altre principali economie stanno contribuendo ad allentare la pressione sul dollaro.
L’euro sale dello 0,15% a 1,1218 dollari, mentre la sterlina guadagna lo 0,1% a 1,3379 dollari. L’indice del dollaro resta pressoché invariato a 101,65 punti. Stabile lo yen a 156,92 per dollaro, mentre il dollaro australiano si mantiene a 0,7031 e il dollaro neozelandese avanza dello 0,05% a 0,5701.

Banche centrali e dati macroeconomici al centro della settimana
L’attenzione degli investitori è rivolta alle decisioni di cinque importanti banche centrali. Federal Reserve, Banca centrale europea e Banca del Giappone sono attese mantenere invariati i tassi, pur lasciando aperta la possibilità di nuovi rialzi a dicembre. Al contrario, le banche centrali di Nuova Zelanda e Canada potrebbero procedere a un aumento già questa settimana.

Più che le decisioni in sé, ampiamente anticipate dai mercati, saranno determinanti le indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria. Le dichiarazioni dei responsabili delle banche centrali potrebbero modificare le aspettative sui tassi e innescare nuovi aggiustamenti sui mercati valutari e obbligazionari.

Sul fronte statunitense, gli investitori seguiranno i dati sulla fiducia dei consumatori, l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), indicatore chiave per misurare l'inflazione, e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. A completare il quadro saranno i risultati dei colossi tecnologici Alphabet, Microsoft e Amazon, osservati speciali per valutare la tenuta del rally legato all'intelligenza artificiale.

(Foto: V. Yakobchuk - stock.adobe.com (ex Fotolia.it))
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