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Giustizia, il Cdm fissa le date per il Referendum su separazioni carriere dei magistrati: 22 e 23 marzo

Via libera anche al DDL Caregiver.

Giustizia, il Cdm fissa le date per il Referendum su separazioni carriere dei magistrati: 22 e 23 marzo
(Teleborsa) - Il Consiglio dei ministri ha deliberato il calendario per la consultazione referendaria sulla separazione delle carriere. In parallelo, approvato il disegno di legge per il riconoscimento giuridico e il sostegno economico di chi assiste familiari non autosufficienti.

Il Governo ha ufficialmente fissato per i prossimi 22 e 23 marzo le date del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia. La consultazione, che riguarda il tema della separazione delle carriere dei magistrati, si svolgerà in concomitanza con alcune elezioni suppletive.

La decisione di Palazzo Chigi giunge nonostante le pressioni delle opposizioni e dei comitati del No, che contestano la tempistica giudicata troppo stretta per la campagna elettorale. Sullo sfondo resta un’incognita procedurale: qualora entro fine gennaio venissero raccolte 500 mila firme per una nuova richiesta di referendum, i promotori potrebbero ricorrere alla Corte Costituzionale. La Consulta sarebbe così chiamata a valutare la legittimità della data fissata, potendo potenzialmente rimettere in discussione l’intero calendario governativo.

Oltre al fronte giustizia, il Consiglio dei ministri ha varato un disegno di legge volto a colmare un vuoto normativo decennale sulla figura del caregiver familiare. Il provvedimento introduce un contributo economico fino a 400 euro mensili esentasse, sebbene soggetto a requisiti stringenti: è riservato ai conviventi che assistono il familiare per almeno 91 ore settimanali, con reddito annuo entro i 3.000 euro e ISEE inferiore a 15.000 euro.

Il DDL prevede inoltre tutele differenziate, tra cui il diritto al congedo parentale per l'assistenza a minori e la possibilità di beneficiare di ferie e permessi solidali ceduti dai colleghi. Nonostante il valore simbolico del riconoscimento, le associazioni di settore hanno accolto le misure con cautela, criticandone l'impatto concreto giudicato limitato rispetto alle reali necessità della platea interessata.

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