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Commercialisti, assemblea dei presidenti: una comunità professionale in crescita

Economia
Commercialisti, assemblea dei presidenti: una comunità professionale in crescita
(Teleborsa) - Un quadro incoraggiante della professione. È quello che emerge dal Rapporto annuale della Fondazione nazionale dei commercialisti, dal quale ha scelto di partire il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, nella sua relazione all’Assemblea dei presidenti degli Ordini territoriali, svoltasi oggi a Roma. 122 i presenti nella sala del Cinema Barberini per confrontarsi su bilancio consuntivo 2025 del Consiglio nazionale e sui temi emersi nel corso di un dibattito franco e costruttivo (Stp, controlli societari, rapporti con l’Agenzia delle entrate, giovani, Ordini di ridotte dimensioni), nel corso del quale sono emersi un vivo apprezzamento per l’azione del Consiglio nazionale e la volontà di preservare l’unità della categoria.

Affiancato sul palco dal vicepresidente Vincenzo Moretta, dal tesoriere David Moro e della consigliera segretaria Michaela Marcarini, de Nuccio, dati FNC alla mano, ha affermato che "la professione non solo ha saputo resistere ai cambiamenti, in particolare a quelli tecnologici e organizzativi, ma ha dimostrato di saperli interpretare come opportunità di evoluzione. La sfida non è difendere il passato, ma rendere più forte il futuro della professione, valorizzando competenze specialistiche, consulenza qualificata e responsabilità pubblica". Per il numero uno della categoria, quelli che emergono dal rapporto "non sono solo numeri: sono indicatori che raccontano la tenuta, la capacità di adattamento e la vitalità di una comunità professionale che, anche nelle fasi di maggiore trasformazione, continua a generare valore per il Paese, per le imprese e per i cittadini".

La crescita dei redditi

Innanzitutto, i redditi, uno degli indicatori più oggettivi cui far riferimento. "Negli ultimi quattro anni – ha spiegato – il reddito medio dichiarato dai Commercialisti è cresciuto del 28,3%, a fronte di una crescita del PIL complessivo del 19,5% e del PIL pro-capite del 20,1%. Il differenziale positivo di circa otto/nove punti percentuali non è casuale: esprime la capacità della categoria di ampliare il perimetro dei servizi professionali e di accrescere il valore riconosciuto alle proprie competenze".

Se alcune attività più routinarie stanno progressivamente perdendo centralità, "questa crescita economica segnala con chiarezza che la professione ha già intrapreso una direzione diversa: più consulenza, più specializzazione, più accompagnamento delle imprese nei processi decisionali, fiscali, societari, organizzativi e di controllo. È in questa traiettoria che si colloca il futuro del Commercialista: non mero esecutore di adempimenti, ma presidio qualificato di legalità, competenza e fiducia".

Quanto agli iscritti, il dato complessivo continua a mostrare un segno negativo, in linea con una tendenza che riguarda quasi tutte le professioni ordinistiche. Per de Nuccio "si tratta di un mutamento strutturale delle aspettative lavorative dei giovani laureati, che non possiamo ignorare, ma che non dobbiamo considerare irreversibile. Anzi, proprio da qui deve partire una rinnovata azione di attrazione, orientamento e valorizzazione della professione".

La professione di Commercialista si conferma, tuttavia, più resiliente rispetto ad altre. Negli ultimi quattro anni, mentre gli avvocati sono diminuiti del 5% e i consulenti del lavoro del 2%, i Commercialisti registrano un calo limitato all’1%; se si considerano soltanto gli iscritti alle Casse di previdenza, il decremento si ferma allo 0,2%.

La crescita dei praticanti delle STP

Un segnale particolarmente significativo arriva dai praticanti. "Per la prima volta dopo molti anni – ha sottolineato – il Rapporto rileva una crescita del 4,2% nel corso del 2025. È un dato che deve incoraggiarci, perché dimostra che, quando la professione viene raccontata nella sua dimensione più moderna, qualificata e strategica, essa torna ad essere attrattiva per le nuove generazioni".

Altrettanto rilevante è l’incremento delle Società tra professionisti, aumentate del 9,2% in un solo anno e ormai superiori alle duemila unità. "Le STP rappresentano uno degli indicatori più chiari del processo di ammodernamento organizzativo della categoria e confermano un potenziale di crescita ancora ampio, soprattutto per favorire aggregazione, specializzazione e capacità competitiva degli studi professionali.

"Il Rapporto 2026 – è il commento di de Nuccio – certifica risultati importanti e coerenti con il lavoro svolto dal Consiglio Nazionale in questi anni. Siamo consapevoli che molto resta da fare, ma siamo altrettanto consapevoli che la professione dispone oggi di energie, competenze e strumenti per riaffermare la propria identità e il proprio ruolo di forza sociale, garante della fede pubblica e alleata dello sviluppo sostenibile e duraturo del sistema economico nazionale".

Il presidente dei commercialisti ha poi illustrato la relazione che accompagna il bilancio consuntivo del quarto e ultimo anno intero di mandato del Consiglio Nazionale.

"Le priorità strategiche perseguite sono state costantemente ispirate a un principio di accountability: verso gli iscritti, verso gli Ordini territoriali, verso le nuove generazioni di professionisti e verso il Paese", ha affermato.

Le attività dell’Ente si sono articolate lungo quattro direttrici fondamentali: il supporto agli Ordini territoriali nella gestione amministrativa e nei numerosi adempimenti normativi; il sostegno agli iscritti nell’esercizio dell’attività professionale, nella formazione, nella gestione degli studi e nel riconoscimento del ruolo sociale del Commercialista e dell’Esperto contabile; il contributo ai processi legislativi e regolamentari, confermando il CNDCEC quale interlocutore autorevole delle istituzioni e del Governo e la gestione interna dell’Ente, improntata a efficienza, trasparenza e responsabilità amministrativa.

Il Consiglio ha conseguito risultati concreti su fiscalità, controlli e riforme, ha ulteriormente intensificato la collaborazione con altri enti, ordini professionali e associazioni (basti pensare alla nascita di "Professionisti insieme", l’associazione presieduta dallo stesso de Nuccio, che rappresenta quasi un milione e seicentomila professionisti, il 60% del totale). Un passaggio centrale riguarda la riforma dell’Ordinamento professionale, il cui iter parlamentare proprio in queste settimane potrebbe far registrare una significativa accelerazione.

Un'iniziativa sull'assicurazione professionale

De Nuccio ha anche annunciato che il Consiglio Nazionale ha avviato un’iniziativa finalizzata a rilevare le aspettative e i fabbisogni assicurativi degli iscritti, nonché il grado di interesse verso attività di consulenza specialistica in materia di coperture assicurative professionali e personali.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Aon, broker assicurativo aggiudicatario della gara recentemente conclusa dal Consiglio Nazionale per la gestione dei servizi assicurativi della categoria. È stata predisposta un’indagine tramite questionario digitale completamente anonimo, accessibile direttamente dall’area riservata del sito del CNDCEC.

"Gli obiettivi dell’iniziativa – ha spiegato de Nuccio – sono concreti. Puntiamo ampliare e migliorare l’offerta di prodotti e servizi assicurativi dedicati ai Commercialisti, rendendola più aderente alle esigenze professionali, personali e familiari della categoria e a valutare l’interesse degli iscritti per attività di consulenza specialistica sull’ottimizzazione delle coperture assicurative".

I risultati dell’indagine saranno pubblicati sul portale CNDCEC e messi a disposizione di tutti gli iscritti. La raccolta delle risposte al questionario si svolgerà dal 16 luglio al 30 settembre. Le indicazioni operative sono state diffuse mediante apposita informativa.

Moro "Un bilancio solido ed equilibrato"

Il dettaglio dei dati del bilancio consuntivo, oltre che da de Nuccio, sono stati illustrati anche dal tesoriere David Moro. "Abbiamo un avanzo di gestione di oltre 35mila euro, un avanzo di amministrazione di più di 17 milioni, una disponibilità di cassa di oltre 6 milioni e mezzo di euro e titoli per 19 milioni di euro. Un bilancio solido ed equilibrato, che rappresenta la gestione efficace e efficiente del Consiglio nazionale".

Il bilancio è stato approvato all’unanimità dall’assemblea. "Un atto non dovuto proceduralmente, ma estremamente significativo", ha commentato de Nuccio.
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