Milano 17:35
43.370 +0,42%
Nasdaq 20:24
24.088 -0,42%
Dow Jones 20:24
46.274 +0,14%
Londra 17:40
9.965 +0,72%
Francoforte 17:35
22.637 -0,07%

Ponte Stretto, Anac chiede nuova gara ma Ciucci rassicura: “Lavori tra 3 mesi”

Economia, Trasporti
Ponte Stretto, Anac chiede nuova gara ma Ciucci rassicura: “Lavori tra 3 mesi”
(Teleborsa) - Più di un nodo da sciogliere per il progetto Ponte sullo Stretto, su tutti l'aumento di costi ancor prima del progetto esecutivo: ma se per l’Autorità Nazionale Anticorruzione serve una nuova gara d’appalto, la società tira dritto e l’Ad Pietro Ciucci, anche lui ascoltato in Commissione, rilancia: “I cantieri partiranno entro 3 mesi”.

Col decreto commissari il legislatore "non risolve e non può risolvere il principale problema" del Ponte sullo Stretto "che è quello di compatibilità con la normativa europea sui contratti pubblici che prevede che se si fa una gara con uno schema finanziario, se in questo negli anni cambia occorre fare una nuova gara", dice il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, nel corso di un'audizione alla Commissione Ambiente del Senato sul provvedimento. Questo, ha aggiunto, "è il tema principale che non è risolto dal decreto e quindi, come noi abbiamo segnalato fin dal 2023 per il primo decreto, il passaggio da un progetto in cui il privato era chiamato a sostenere gran parte dei costi, il 60%, a una decisione diversa, ovvero garantire un finanziamento integralmente pubblico, cambia completamente il quadro e quindi richiede una nuova gara".

Busia ha inoltre ricordato che la direttiva europea richiede una nuova gara qualora "la spesa prevista superi di più del 50% quella posta a base di gara" e che "la cifra posta a base di gara originaria era circa 4 miliardi". Ma, ha proseguito, "si pone un problema su quale sia la soglia della quale tenere conto perché la direttiva è venuta dopo e nel frattempo la cifra era lievitata a 8 miliardi". Quindi ha aggiunto "occorre verificare con la Commissione europea quale è la soglia. Ma in ogni caso, ed è questo il caveat, anche se si scegliesse la soglia più elevata e quindi si facesse riferimento alla soglia di del 2012 per calcolare il limite del 50% si sarebbe comunque al limite coi 13,5 miliardi oggi previsti. Con il rischio molto alto di superarli perché noi non siamo ancora al progetto esecutivo".

Secondo Il Presidente dell'ANAC poi "il decreto potrebbe cogliere l'occasione di prevedere che il progetto esecutivo venga fatto non per fasi, come è stato previsto, ma proprio perché si tratta di un'opera così importante, unitariamente. In modo da avere un quadro generale e avere quindi una una stima attendibile di quelli che saranno i costi complessivi e quindi di evitare il rischio che si sfori".

Per Busia, infine, "il fatto che si sia passati dai 4 miliardi iniziali, prima ancora di arrivare al progetto esecutivo, a otto o più di otto fa sì che quel contratto non sia da salvaguardare ma semmai da rinforzare. Quindi la soluzione sarebbe una nuova gara, un nuovo contratto. Col vantaggio di avere un progetto che potrebbe essere più avanzato e più moderno e di evitare i contenziosi che possono esserci proprio per quanto dicevo e con la garanzia di rispettare della normativa europea"


L'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Ciucci, però, tira dritto e rilancia dando anche una indicazione temporale: "Considerate le procedure previste dal decreto legge 32 molto dettagliate, molto precise, molto impegnative, molto trasparenti, considerando sia le attività svolte che quelle in corso di svolgimento, noi riteniamo che l'intero iter procedurale approvativo possa essere completato entro l'estate di quest'anno e che quindi la fase di realizzazione dell'opera possa partire nell'ultimo trimestre del 2026", ha detto nel corso di un'audizione alla Commissione Ambiente del Senato sul decreto commissari.

"C'è un perfetto rispetto da parte del nostro progetto delle disposizioni dell'articolo 72 della direttiva europea in materia di contratti e di corrispettivo", dice Ciucci sottolineando che "la direttiva europea prevede che l'indicizzazione dei prezzi siano escluse dal calcolo del 50%" che farebbe scattare l'obbligo di una nuova gara. "L'aggiornamento del corrispettivo spesso ricordato che passa da 3,9 miliardi nel 2006 a 6,7 nel 2011 e a 10,5 miliardi oggi è il risultato pressoché esclusivo dell'aumento dei prezzi sulla base di una formula di indicizzazione prevista contrattualmente e tenuto conto dell'eccezionale aumento dei prezzi registrato nel periodo doloroso del COVID" ha spiegato "quindi non è attribuibile a varianti di lavori che invece sarebbero perfettamente nell'ambito del limite del 50%". "A differenza di quanto è stato detto anche in questa sede le eventuali varianti non si cumulerebbero ma dovrebbero essere considerate singolarmente e quindi anche a voler considerare le varianti introdotte nel progetto" ha proseguito Ciucci "saremmo ampiamente al di sotto del 50%".
Condividi
```