(Teleborsa) - Seduta in
netto rialzo per il petrolio in scia all'inasprimento delle tensioni in Medioriente.
Al momento, il future sul
brent corre con un +5,2% a
90,6 dollari al barile mentre quello su
WTI sale del 2,7% a
85,6 dollari.
Ad alimentare gli acquisti sull'oro nero sono in particolare gli attacchi americani contro
due lanciamissili iraniani sull'isola di Larak e la risposta di
Teheran che ha lanciato, in segno di rappresaglia, dei missili verso Aqaba e la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dove operano le forze statunitensi. Finora non sono stati registrati impatti significativi e quasi tutti i missili sono stati intercettati, secondo quanto dichiarato da un funzionario americano che ha confermato a Fox News l'attacco alle forze USA in Giordania.
L'attacco statunitense rappresenta la
prima azione militare contro l'Iran da fine luglio dopo che Trump ha preferito optare per una strategia orientata ad aumentare la pressione economica su Teheran e una nuova escalation delle tensioni rischierebbe di far aumentare i costi energetici e alimentare l'inflazione.
In scia al rialzo del greggio, si registrano
acquisti diffusi sui titoli del comparto petrolifero ed energetico. A Piazza Affari guidano il
FTSE MIB,
Tenaris (+2,4%),
ENI (+1,8%) e
Saipem (+1,2%). Guardando oltre i confini italiani,
Repsol guadagna il 2% a Madrid mentre, nel pre-market di Wall Street,
Chevron sale dell'1,8% e
ExxonMobil dell'1,1%.
A sostenere gli acquisti sulla società del Cane a Sei Zampe è anche l'annuncio che sta "
collaborando con le controparti venezuelane e con tutte le altre autorità coinvolte per sostenere il rilancio del settore energetico del Paese". Eni - si legge su Bloomberg - ha aggiunto di non essere ancora in grado di commentare i prossimi passi e che fornirà ulteriori dettagli una volta definiti.
A ciò si aggiunge la notizia che il
colosso petrolifero italiano ha firmato insieme a MIWEN (interamente controllata da YPF) e la compagnia petrolifera nazionale uruguaiana ANCAP, l'entrata ufficiale nel blocco esplorativo OFF-5 nell'
offshore dell'Uruguay, dopo aver ottenuto l'approvazione delle autorità uruguaiane.
(Foto: drpepperscott230 / Pixabay)