(Teleborsa) - Il
petrolio viaggia ai
massimi dell'ultimo mese in scia alle nuove minacce di Trump che ha annunciato un pacchetto di misure volte a stroncare l'economia iraniana, in un contesto in cui il conflitto continua a limitare le forniture in Medio Oriente.
In particolare, il future sul
Brent (+2,9%) è tornato
sopra i 94 dollari al barile, dopo aver guadagnato oltre il 5% nelle scorse quattro sedute, mentre il
WTI si è attestato sopra gli
87 dollari (+3,2%).
"Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell'Iran un'
opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. Tragicamente per loro, non l'hanno colta", ha annunciato Trump su Truth.
"Pertanto, oggi annuncio l'
operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento senza precedenti", scrive ancora avvertendo inoltre che "
qualsiasi Paese consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all'Iran un'ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta
conseguenze economiche tremende".
In scia al rialzo dell'oro nero, salgono i titoli petroliferi ed energetici a partire da
ENI che, con un guadagno del 2%, guida il
FTSE MIB (+0,2%). Bene anche
Saipem a +1,1%.
Acquisti diffusi sul comparto
anche nel resto dell'Europa con
Repsol +2% a Madrid e
BP +1,2% a Londra.
A Wall Street, si avviano verso una apertura positiva, tra le altre,
ExxonMobil e
Chevron, rispettivamente a +1,5 e +1% nel pre-market.