Even Healthcare, round da 50 milioni di dollari per gli ospedali della startup co-fondata da italiani in India
(Teleborsa) - Even Healthcare ha chiuso un round di Serie B da 50 milioni di dollari guidato da Khosla Ventures, con la partecipazione di Alpha Wave. Fondata a Bangalore dall'italiana Matilde Giglio insieme a Mayank Banerjee e Alessandro Ialongo, Even sta costruendo in India un nuovo modello di sanità privata. Segue la salute dei propri iscritti in modo continuativo, dalla prevenzione alla gestione delle malattie croniche fino al ricovero e al ritorno a casa. Lavora con le compagnie assicurative e cura sempre più pazienti nei due ospedali che ha già aperto a Bangalore, dove i medici sono pagati sui risultati clinici e non sul numero di interventi. Così l'azienda guadagna quando i pazienti restano in salute. Oggi Even conta oltre mezzo milione di iscritti in 10 città indiane, triplicati nell'ultimo anno. Il round triplica la valutazione rispetto a quello di 18 mesi fa (a 300 milioni di dollari) e porta la raccolta complessiva oltre i 120 milioni di dollari.
Dietro il round ci sono alcuni dei nomi più influenti della Silicon Valley. Khosla Ventures, già socio di Even, è stato il primo venture capital a investire in OpenAI. Founders Fund, il fondo di Peter Thiel che ha finanziato SpaceX e Palantir, con Even ha fatto il suo primo investimento in una startup indiana. Completano il quadro 8VC, il fondo di Joe Lonsdale, cofondatore di Palantir, e Alpha Wave, fondo globale di crescita.
I nuovi capitali serviranno ad aprire cinque nuovi ospedali a Bangalore nei prossimi sei mesi, a partire dal quartiere di Indiranagar, che porteranno la rete a sette strutture. Entrambi gli ospedali già aperti hanno raggiunto l'utile operativo. Con sette ospedali Even coprirà l'intera città: nessun iscritto sarà a più di cinque chilometri da una struttura Even. Il modello verrà poi replicato nelle altre grandi città indiane.
"Ogni famiglia indiana ha una storia di ospedale da raccontare, e quasi sempre è una storia di paura e di conti che nessuno sa spiegare - dichiara Matilde Giglio, co-fondatrice di Even Healthcare - Il motivo è semplice: un ospedale guadagna quando ti ricovera, e nessuno nel sistema guadagna se stai bene. Noi abbiamo costruito Even al contrario. Seguiamo le persone dalla prima visita fino al ritorno a casa, e guadagniamo quando stanno bene, non quando si ammalano. I primi due ospedali sono già in utile, con riammissioni sotto l'1%. Ora ne apriamo altri cinque a Bangalore in sei mesi, uno vicino a ogni famiglia. Poi apriremo in tutte le maggiori città indiane".
"La maggior parte delle aziende sanitarie ottimizza un singolo pezzo di un sistema frammentato - commenta Vinod Khosla, fondatore di Khosla Ventures - Even sta tentando qualcosa di molto più ambizioso: integrare il finanziamento, la tecnologia e l'erogazione delle cure, in modo che il sistema venga premiato per i risultati di salute e non per il volume delle prestazioni. I risultati clinici ed economici ottenuti finora ci convincono che questo possa diventare un nuovo modello di sanità, in India e non solo".
Even ha sviluppato un sistema di intelligenza artificiale che analizza ogni caso clinico in tempo reale e confronta con i protocolli le note cliniche, gli esami diagnostici e i video della sala operatoria. Se viene saltato un passaggio della checklist chirurgica o una terapia esce dalle linee guida, il sistema lo segnala subito, mentre il paziente è ancora in cura, e non mesi dopo in un audit. Gli assistenti vocali basati sull'AI chiamano ogni giorno i pazienti in oltre 60 lingue e dialetti indiani, sotto la supervisione dei medici: ricordano le terapie, verificano il decorso postoperatorio e prenotano gli esami. Un altro assistente redige lettere di dimissione, richieste alle assicurazioni e referti, e la burocrazia clinica passa da ore a minuti.
"In Italia si parla molto di intelligenza artificiale in sanità, quasi sempre come di uno strumento da aggiungere a un sistema pensato negli anni Sessanta - osserva Giglio - Noi abbiamo fatto il contrario. Abbiamo costruito il sistema da zero, abbiamo allineato gli incentivi dei medici a quelli dei pazienti e solo dopo abbiamo usato la tecnologia per garantire qualità, prevenzione e continuità delle cure. L'India ci ha permesso di farlo più in fretta che in qualsiasi altro paese. I problemi però sono gli stessi che vediamo in Italia: liste d'attesa, carenza di medici, una popolazione che invecchia. Credo che molte delle risposte che stiamo trovando a Bangalore possano servire anche qui".
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