Aerospazio: Ma group lancia MagChain, blockchain che certifica documenti aeronautica
(Teleborsa) - Nasce MagChain, società partecipata in maggioranza da Magnaghi Group insieme a un gruppo dei massimi esperti italiani di blockchain, con una missione precisa: fare in modo che la documentazione di qualità di un componente aeronautico non debba più essere creduta sulla parola, ma possa essere dimostrata. Il primo prodotto della società, Industrial Trust Layer (ITL), è già stato applicato a componentistica strutturale, di un velivolo civile da trasporto, prodotta da Salver., società del Gruppo, con la documentazione autentica di produzione, ed è stato presentato a luglio al Farnborough International Airshow.
“Nell’industria aeronautica - spiega Filippo Trigilio Amministratore Delegato di MagChain - nessun componente vola da solo: lo accompagna un fascicolo di documenti - ordini di produzione, piani di controllo, report di misura, certificati di conformità - che attesta come è stato costruito e collaudato. Quel fascicolo è ciò che permette a un cliente, a un auditor o a un’autorità di fidarsi del componente: la qualità, di fatto, esiste solo sulla carta”.
Oggi però quei documenti vivono in archivi diversi, non sono legati in modo certo all'hardware e, soprattutto, nessuno può dimostrare che non siano stati modificati dopo l’emissione. Ogni verifica diventa una ricerca incrociata che costa giorni di lavoro, e alla fine la fiducia poggia comunque sulla parola di chi consegna le carte. Per componenti che restano in servizio per decenni, mentre le aziende, i sistemi e le persone cambiano, è una fragilità che l’intera filiera si porta dietro da sempre.
“MagChain - prosegue Trigilio - risponde esattamente a questo punto. Con ITL, i dati già stampati sulla targhetta di ogni componente richiamano l’intero fascicolo di qualità. Il controllo qualità dell’azienda lo verifica e lo approva come ha sempre fatto; a quel punto la piattaforma sigilla il fascicolo su blockchain, un registro che nessuno, nemmeno MagChain, può modificare o cancellare. Da quel momento chiunque, inquadrando un QR anche direttamente in officina o in linea di montaggio, può accertare in pochi secondi che quei documenti appartengono a quel pezzo e sono gli stessi approvati dal produttore”.
Tutto questo senza esporre nulla di riservato: sulla blockchain viene registrata soltanto la prova, mai i documenti, che restano nei sistemi dell’azienda e accessibili solo a chi è autorizzato. E senza stravolgere il lavoro di nessuno: ITL si appoggia ai sistemi già in uso, non chiede agli operatori nuove procedure e non sostituisce il giudizio delle persone, lo rende dimostrabile. Ogni approvazione porta con sé chi l’ha data, quando e perché; ogni rilavorazione o revisione genera una nuova versione, e la storia precedente non viene mai cancellata.
“Nei nostri stabilimenti - conclude l’Amministratore Delegato - la qualità è documentata con rigore da decenni. Quello che mancava era un modo semplice e incontestabile per dimostrarla a chiunque, in qualunque momento. Con MagChain non acquistiamo una tecnologia: la costruiamo sui nostri processi reali, per noi e per l’intera filiera”.
La qualità di un componente smette così di essere rappresentata soltanto sulla carta: diventa una proprietà del pezzo stesso, che lo accompagna per tutta la sua vita operativa e che chiunque può verificare. Per chi riceve il componente è il passaggio da giorni di richieste e verifiche manuali a una risposta immediata e a prova di manomissione. Per chi lo produce, è la possibilità di dimostrare la propria qualità invece di doverla far credere.
“Abbiamo costruito ITL su documenti reali di produzione, non su dati di prova o su una demo di laboratorio - spiega Gian Luca Comandini imprenditore e professore sulla blockchain nonché socio e consigliere nel CDA di MagChain - la piattaforma fa una cosa sola e la fa in modo verificabile: garantisce che quel documento appartenga a quel pezzo e non sia stato toccato dopo. È così che la blockchain entra in una filiera regolamentata: non sostituendo il giudizio delle persone, ma rendendolo dimostrabile. Ed è una tecnologia progettata e sviluppata in Italia”.
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